Raoul Bova: graffiti e solidarietà

RIETI – “Meglio una striscia di colore che una striscia di coca”. Con questo slogan  Raoul Bova, 38 anni, amatissimo attore di cinema e fiction, vuole convincere i piu’ giovani a non farsi “fregare” dalle difficoltà della vita, ad appassionarsi alla piu’ contemporanea delle forme d’arte e ad impegnarsi in qualcosa di espressivo e divertente che dia loro la voglia di sognare e di stare insieme. Ma non è tutto. Il popolare attore romano vuole conciliare le potenzialità dei ragazzi con il suo impegno nel sociale, vuole dipingere  le loro vite con i colori della legalità e dell’ impegno a favore del prossimo, mettendo a disposizione il talento dei nuovi artisti per la realizzazione di un altro grande sogno di solidarietà che  l’ attore sta portando avanti in qualità di Presidente della Fondazione  “Volontari Capitano Ultimo onlus”: la riqualificazione della “Tenuta della Mistica”, un parco di trenta ettari nella periferia orientale di Roma, tra Tor Tre Teste e Torre Maura, che diventerà nelle intenzioni della Fondazione, un campus multifunzionale, che ospiterà tante attività formative e culturali, pensato per gli “ultimi”, un’ alternativa convincente alla strada. “Un’ isola che c’è” la definisce Raoul, illuminandosi ,”dove giovani e non giovani possano incontrarsi, confrontarsi e crescere. Abbiamo iniziato i lavori a maggio e sono già a buon punto. La prima struttura, una casa-famiglia che ospiterà ragazzi con alle spalle situazioni di disagio, è quasi pronta. Grazie ai fondi raccolti con l’ attività della Nazionale Cantanti, per l’ inaugurazione, mancano solo gli arredi e speriamo di poterli realizzare attraverso la manifestazione itinerante,’ I Graffiti'”. Incontriamo Raoul Bova, accompagnato dall’ inseparabile moglie Chiara Giordano, in una delle tappe della manifestazione, a Rieti. Il cielo sul Centro d’ Italia è grigio e carico di pioggia fredda ma la folla che accorre in piazza Vittorio Emanuele II sembra non accorgersene, ipnotizzata dalle magie che escono dalle bombolette dei grandi street artists che animano l’evento. Graffitari conosciuti in tutta Italia, non piu’ ragazzini, con un lavoro normale, accomunati dalla passione per il colore e da valori condivisi di solidarietà e legalità. “Angelo 142” e “Haero” 42 e 38 anni,  nella vita fanno i poliziotti, “Frode”, 30 anni, è un avvocato del foro di Milano, “Sony” ha 34 anni e fa il fotografo, tutti hanno la “febbre da graffito” e vogliono trasmetterla ai ragazzi, che si fanno coinvolgere senza farsi troppo pregare. Dall’ esperienza e dal successo di “Graffiti” nascerà presto anche la prima scuola italiana di “street art”, la “Graffiti Art School” che si proporrà come laboratorio di paesaggio urbano attraverso l’ insegnamento di veri “maestri dello spray”. Nel mondo dei graffiti Raoul Bova è finito per caso ma ora si è appassionato “Sfido chiunque a rimanere freddo con una bomboletta in mano e un pannello bianco davanti” dice mentre si cimenta nella decorazione di un pannello di plexiglass in tandem con “Angelo142”. E’ stato proprio Angelo Langè (“Angelo 142”) a far provare per la prima volta a Raoul l’ ebbrezza dello spray, sul set del film “Sbirri” “Prima pensavo ai graffiti come a un atto vandalico” racconta l’ attore, ” all’ imbrattamento dei monumenti, a gesti di sfregio. Poi un paio di anni fa Angelo per gioco mi ha fatto provare la bomboletta e mi sono subito divertito. Ho visto l’ altra faccia della medaglia, l’ arte che c’è nei graffiti e ora, quando posso, dipingo anch’io. In occasione del mio compleanno, per esempio, con tutti gli invitati alla festa, ci siamo messi a  colorare un brutto muro davanti alla mia casa di Varco Sabino, chiedendo il permesso al Comune. Ci siamo divertiti come matti e nei giorni successivi e tuttora, vediamo che chi passa di li’ si mette a guardare questo muro “rinato”. Questo mi ha fatto riflettere sulla potenza del graffito che, se fatto nel modo giusto, puo’ ridare vita e bellezza a pezzi di paesaggio, soprattutto nelle nostre città, che non ne hanno piu’. Da qui, per gioco, è nata l’ idea della manifestazione e poi, della scuola. Per diffondere quella che è una vera arte, la piu’moderna e  piu vicina al linguaggio dei giovani” Raoul punta sui ragazzi perchè crede in loro “Da quando sono diventato genitore mi sento addosso tanta responsabilità per il futuro. Basterebbe che gli adulti si ricordassero che sono stati anche loro ragazzi per poterne capire le necessità. La creatività e la possibilità di esprimersi sono un diritto di tutti. Se penso a me adolescente, non posso dimenticare quanto fosse grande la mia voglia di comunicare. Io nuotavo e scrivevo. Oggi basta una bomboletta per dare a un ragazzo la possibilità di appassionarsi e la passione salva . Basta uno spray e uno spazio adatto per dare vita a un sogno”. Il sogno della scuola di graffiti, il sogno del Parco della Mistica, Raoul Bova non ha paura di usare in continuazione questa parola. “Il problema dei sognatori è che credono sempre di essere soli, che gli altri li prendano per matti. In realtà se ci guardiamo intorno possiamo trovare tanti altri matti come noi. Io, ad esempio, mi sono accorto di essere circondato da folli, a cominciare da mia moglie. Abbiamo unito le forze, ci siamo messi a sognare tutti insieme e abbiamo capito che la positività e la speranza sono un contagio e insieme si puo’ fare molto.”

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