Flaminia Giovannelli: la prima donna laica ai vertici vaticani

l governo del Papa si tinge di rosa. E’ donna  il nuovo sottosegretario del Pontifico Consiglio della Giustizia e della Pace. Benedetto XVI ha fatto cadere la sua scelta su Flaminia Giovanelli: nata a Roma 62 anni fa, esperta di politiche dello sviluppo e del lavoro, in Vaticano dal 1974.
La notizia della nomina di una donna laica ai vertici della Curia ha fatto in fretta il giro del mondo. La dottoressa Giovanelli ricoprirà un ruolo importante in quel “ministero” il cui mandato è “far sì che nel mondo siano promosse la giustizia e la pace secondo i dettami del Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa.” I primi giorni nel nuovo ruolo sono stati convulsi. I mass-media di tutta la terra hanno bussato alla porta del nuovo sottosegretario per capire meglio chi è la donna in cui il Papa ripone tanta fiducia. E lei appare frastornata da tutto questo interesse.” Non me lo aspettavo davvero All’ inizio mi sembrava normale essere ‘promossa’ per il mio lavoro. Tutto questo clamore mi imbarazza e, allo stesso tempo, mi fa sentire piu’ responsabile. C’è tanta attesa, non ero preparata a una reazione del genere. E ora bisognerà cercare di far fronte a tutte queste aspettative.” dice, sorridendo. Insieme a lei, attualmente, c’ è solo un’altra donna nei vertici vaticani: suor Enrica Rosanna, sottosegretario alla Congregazione dei religiosi . “Bè, certo, sono consapevole che la novità c’è”, ammette. Sono molte infatti le  donne che lavorano oltretevere  (anche nel suo staff, una ventina di persone, la metà appartengono al gentil sesso)  ma lei è la prima a rivestire un ruolo così importante. Figlia di diplomatici, laureata in Scienze Politiche all’ Università “La Sapienza” di Roma nel 1969, ha conseguito il diploma in biblioteconomia presso la Biblioteca Apostolica Vaticana e quello in Scienze Religiose presso la Pontificia Università Gregoriana nel 1985. Dal 1974 lavora al Pontificio Consiglio della Giustizia e quello che fa qui, in un antico palazzo di piazza S. Calisto, nel cuore di Trastevere, l’ appassiona molto.  “Faccio un lavoro bellissimo” e le si illuminano gli occhi mentre lo dice, “In un ufficio molto dinamico. E’ un organo  che fu richiesto dal Concilio Vaticano II, e riflette la volontà di apertura al mondo da parte della Chiesa. Ha il grande compito di risvegliare l’ interesse e il desiderio dei crisitani di impegnarsi per la pace e per i diritti umani.”

 E’ il lavoro che ha sempre desiderato fare? “Veramente, da giovane, non avevo particolari progetti di tipo lavorativo. Ho studiato tanto e molto volentieri ma senza particolari piani. Quando ho cominciato a lavorare qui, mi sono sempre piu’ appassionata. Mi trovo perfettamente a mio agio in questo ambiente internazionale, ho vissuto molto all’ estero, ho girato tanto e ancora ho tanti parenti sparsi nel mondo. E poi, sono sempre stata molto credente, sono onorata di poter fare questo lavoro meraviglioso, lo vivo come un servizio.”
Il mondo è rimasto sorpreso dalla sua nomina e lei ?
 “A dir il vero era un po’nell’ aria. Sa, quando ti chiedono il curriculum…Se mi guardo intorno vedo che le mie amiche, alla mia età, stanno andando tutte in pensione e io invece mi ritrovo  a ‘fare carriera’. Questo mi ha portato a riflettere e voglio dire a tutte le donne che la carriera o le soddisfazioni professionali non è detto che debbano arrivare subito. Ce la si puo’ fare, anche in tempi piu’ lunghi, magari, se serve,  prendendosi un po’ di tempo per sè, per la famiglia.”
Perchè il Papa ha scelto lei?
“E’ un grande onore e una grande responsabilità. Credo ci fosse alla base anche il desiderio del Santo Padre  di nominare una donna, seguendo una strada per la Chiesa, già aperta da Papa Giovanni Paolo II. E’ noto il suo bellissimo e intenso rapporto con il mondo femminile. Penso che la mia nomina sia arrivata però anche nell’ottica pratica di  assicurare la continuità alle nostre attività. Il presidente e il segretario sono stati nominati da poco. Io qui lavoro da 35 anni.” E infatti,  a Trastevere, la dottoressa Giovanelli la conoscono e la salutano tutti quando passa sfrecciando sulla sua inseparabile bicicletta :”La mia vecchia bicicletta non l’ abbandonerei mai.”, dice, sicura. ” Una volta me l’ hanno rubata ma io non ho mollato, mi sono fatta ‘detective’ e l’ho ritrovata, a via Zanardelli, legata con una catena. L’ho riconosciuta subito, era proprio lei! Ho chiamato la polizia e quelli sono venuti con le cesoie e io me la sono ripresa. Purtroppo, prima di riaverla sono passati ben diciassette giorni, poi il commissariato Trevi, me l’ ha riconsegnata. Nel frattempo tormentavo tutti anche in ufficio, tanto che pensarono di comprarmi un’ altra bicicletta, ma non era la stessa cosa: io rivolevo la mia!”

Oltre  alla sua vecchia bicicletta, a cos’ altro  la dottoressa Giovanelli non rinuncerebbe mai? “Al mio gatto: é rosso e si chiama Agapito, come il santo protettore di Palestrina perché è li’ che è nato, il mio gatto prenestino”.
 Questa donna caparbia e solare ha conquistato i vertici vaticani, dicono, anche per la sua abilità nel portare avanti situazioni spinose. 

  Ho lettoche Flaminia Giovanelli avrebbe avuto un ruolo  importante nei rapporti tra il vaticano e Solidarnosc, il sindacato cattolico polacco guidato da Lech Walesa la cui azione, all’ alba degli anni ’80,  fondamentale nel primo processo di democratizzazione del paese. E’ vero? “Esagerato! In realtà mi è solo capitato di conoscere molto bene un intellettuale polacco, uno storico, amico di Giovanni Paolo II con cui abbiamo organizzato un’ udienza” 

Che ricordo ha di Papa Wojtila?
 “Le posso raccontare della prima volta che l’ ho incontrato, lui era stato appena eletto, mi sono presentata dicendogli: ‘sono italiana, di Roma’ e lui mi ha guardato e mi ha chieto: ‘ ma voi romani mi accettate?’ Era umile, farsi accettare era una sua reale preoccupazione”.
E del Papa che l’ ha ‘promossa’,  Benedetto XVI, che ci dice?
“Innanzitutto che è una persona serissima e un grande uomo di Chiesa. La prima volta l’ ho incontrato  a Castel Gandolfo.Il cardinal Martino mi presentò dicendo ‘Lei è il nostro Ufficiale piu’ anziano’ il Papa mi guardò e disse:’ma lei è giovane!’ e scoppiammo in una gran risata”.

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