Tor Pignattara: Joy, 9 mesi, uccisa mentre era in braccio al suo papa’

DELITTOCINESI02DELITTOCINESIPubblicato su “Visto”

Aveva pochi mesi Joy, gli occhi neri, un bel sorriso contagioso e quella sera, ciuccio in bocca, probabilmente si sentiva protetta, nel posto piu’ sicuro del mondo, stretta tra le braccia del suo papà. Ma qualcuno con un’unica pallottola ha stroncato in un attimo quelle due esistenze lasciando Joy e suo padre Zhou  a terra esamini davanti agli occhi di Lia, moglie e madre distrutta dal dolore. E’ successo a Tor Pignattara, popoloso e multietnico quartiere romano non lontano dalla stazione Termini. Secondo le prime ricostruzioni Zhou e Lia Zeng, marito e moglie cinesi di 26 e 31 anni, avevano da poco chiuso il loro bar in via Giovannoli, erano circa le nove di sera e i due giovani si stavano avviando verso casa quando sono stati aggrediti da due uomini che volevano rapinarli. Alla resistenza di Zhou, uno dei due non ha esitato a sparare un unico colpo di pistola che ha raggiunto la piccola Joy alla testa e poi ha finito la traiettoria nel torace di suo padre, uccidendoli entrambi. I due malviventi sono poi scappati, abbandonando nella fuga la borsa contenente,sembra, circa 16000 euro in contanti. Ma la latitanza delle belve che hanno spezzato la vita della piccola Joy avrebbe le ore contate: i carabinieri avrebbero già individuato i banditi in due maghrebini, uno sarebbe un trentenne con precedenti, un altro un ventenne incensurato. A Torpignattara, intanto, continua senza sosta il pellegrinaggio di chi vuole rendere omaggio alla piccola uccisa e lasciare un fiore, una candela, un giocattolo, un pensiero, per quell’ angelo stroncato da una violenza ferina. In questa zona, in cui da molti anni le strade sono colorate da persone di tante etnie diverse e risuonano, accanto all’ italiano, lingue di tutto il mondo, avevano scelto di vivere Lia, 26 anni e Zhou, 31,”Vivono  insieme alla madre di lei, in una palazzina tranquilla vicino alla parrocchia di Santa Barnaba.”, racconta una vicina di casa “La madre è stata per tre giorni in ospedale accanto a Liyang, non l’ ha lasciata sola un attimo. Ora è tornata a casa, sta con i figli e non si sente ancora di vedere nessuno”. Liyang e Zhou si erano sposati poco meno di due anni fa, e avevano festeggiato affittando una Ferrari testarossa per l’ occasione. Nel quartiere, quella festa organizzata senza badare a spese, se la ricordano in molti. Il futuro ce lo avevano in mano: giovani, innamorati, pronti a far fortuna in Italia. Il coronamento del loro amore era arrivato 8 mesi fa con la nascita della piccola Joy. “Lui e lei, sempre con la bimba in braccio”, raccontano i gestori italiani di una tabaccheria sullo stesso marciapiede del bar di Zhou, “noi siamo qui da pochi mesi ma quando andavamo al bar per un caffè ci siamo sempre trovati bene con lui, sempre gentile, efficiente. Quello che è successo ci ha sconvolto e spaventato. Quella bambina era dolcissima e i genitori, per come li abbiamo conosciuti noi, persone tranquille. Incredibile pensare a quanta cattiveria ci vuole per sparare addosso a un uomo con una bimba di pochi mesi in braccio”.   Il bar di Zhou era frequentato da italiani e stranieri e tutti ricordano questo ragazzo ‘laborioso e sorridente’, la sua giovane moglie e la loro piccola. “Stavano qui nel bar da cinque anni”, ci dice la proprietaria benghalese della frutteria vicina  “Io ho sempre avuto un buon rapporto con loro. Due persone bravissime, una bella famiglia. Lei l’ ho conosciuta cinque anni fa, lui due anni fa, quando si sono sposati. Sembravano felici insieme, non li ho mai visti litigare, erano ben voluti da tutti. Da quando è nata la bambina poi, lei era al settimo cielo.” Il quartiere ora sotto choc, la piu’ colpita, ovviamente, la comunità cinese che si è chiusa in un silenzio assoluto e si trincera dietro un ‘non parlo italiano’ come scusa pronta per i giornalisti,mentre Liyan giace in un letto dell’ ospedale San Giovanni. Non ricordava nulla dell’ agguato il giorno dopo, ma chiedeva della sua bambina e, alla fine, i medici hanno dovuto dirglielo: non avrebbe mai piu’ rivisto la sua creatura, ne’ suo marito e lei, è ricaduta in uno stato di prostrazione. “E’ motlo molto triste”, racconta lacoonicamente un cugino appena uscito dall’ ospedale.  Qui il via vai di parenti, medici e infermieri, non è riuscita ancora a scuotere Liya dalla sua disperazione. Anche il Presidente Napolitano ha voluto recarsi personalmente in visita a questa donna distrutta dal dolore. “Un gesto innanzitutto di vicinanza affettuosa a una madre distrutta dal dolore per l’orribile assassinio del suo bambino e di suo marito”, ha detto il presidente, ribadendo l’ impegno delle forze dell’ ordine nella caccia agli assassini. Zhou e la moglie, non sarebbero stati infatti obbiettivi scelti casualmente, gli assassini, avrebbero scelto i due cinesi sicuri di un ricco bottino, senza sbagliare, visto che Zhou e Liyang, quella sera, in borsa, avevano ben sedicimila euro in contanti. Liyang dal suo letto d’ ospedale, ha confidato agli inquirenti che il marito si occupava di trasferire all’ estero soldi degli immigrati. “Non l’ avevo detto prima per paura. Mio marito si occupava di Money Transfer e spediva soldi degli amici all’ estero. Quando ci hanno aggredito ho subito capito che volevano la borsa.”. Una borsa con dentro sedicimila euro, abbandonata di lì a poco dagli assassini nella fuga. Un’ incongruenza, se l’ obbiettivo era il denaro, visto che si parla anche del ritrovamento di una seconda borsa, piu’ piccola, misteri al vaglio degli inquirenti che dovranno dare presto un nome e un volto a chi ha ucciso Joy in braccio al suo papà.

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