Alice ed Ellen Kessler: gemelle diverse

INTERVISTA DEL 28/10/2011

“Io lo so perché gli italiani dopo tanto tempo ancora ci amano, ce lo dicono quelli che ci fermano per strada: è perché noi rappresentiamo uno spettacolo migliore, una televisione migliore, ma anche un’ Italia che non c’é più e che forse la gente rimpiange. ” Le gemelle Alice ed Ellen Kessler, 75 anni splendidamente portati compiuti lo scorso agosto, sono davvero un pezzo di storia dello spettacolo e del costume italiano. Sbarcate nel nostro paese mezzo secolo fa , le gemelle tedesche divennero un’ icona dell’ Italia del boom, milioni di italiani rimasero incantati dalla loro verve teutonica e dalle loro gambe lunghissime. In Italia Alice ed Ellen hanno conosciuto la fama, il successo, l’ amore. E ora, dopo piu’ di 30 anni, tornano in teatro nel paese che le ha fatte diventare delle dive, con “Dottor Jekyl e Mr Hyde” diretto da Giancarlo Sepe, con Alessandro Benvenuti e Rosalinda Celentano. Uno spettacolo dal ritmo vorticoso, un musical dalle atmosfere gotiche che richiede alle gemelle, un’ impegno di un’ ora e mezza che loro portano a termine a meraviglia ogni sera, facendo quello che nella loro vita hanno sempre fatto: cantare, ballare, pestare le tavole del palcoscenico, ammaliare il pubblico “Ci hanno scelto perché il tema dello spettacolo è il doppio, la compresenza di  bene e male che c’è in ognuno di noi.” racconta Ellen. E in questa occasione rilasciano un’ intervista per raccontarsi a tutto tondo, la vita, gli amori e, per la prima volta, la morte.

E tra voi, il bene e il male come si è diviso? “Bene e male non saprei, senz’ altro siamo uguali ma molto diverse. Io sono da sempre piu’ espansva, parlo di piu’, Alice è piu’ pacata, e questa è la nostra forza: ci completiamo a vicenda. Quando abbiamo compiuto 60 anni abbiamo scritto un libro: lo abbiamo intitolato ‘1+1=1′, è un titolo che ci rappresenta perfettamente. Questo essere l’ ‘entità gemelle Kessler’ ci ha molto aiutato, anche nei rapporti con i colleghi: mai sofferto di rivalità con nessuno, non ci vedevano come due prime donne ma come ‘le Kessler’, una cosa a sé.”

Era tanto tempo che non lavoravate in Italia, come vi hanno convinto? “Giancarlo Sepe e la produzione di questo spettacolo ci hanno corteggiate per tre anni. Noi esitavamo, pensavamo ‘chissà se riusciamo ancora a farlo’, loro ci rassicuravano: non è troppo impegnativo e invece…era una trappola: si lavora e molto!” Ma loro se la cavano benissimo.

La prima volta che siete arrivate in Italia ve la ricordate? “Certo, ricordo anche la data precisa”, rispondeAlice, “Era il 16 gennaio del 1961, cinquant’anni fa esatti. Era il giorno in cui apriva l’ aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino, pensi un po’.”

E che Italia avete trovato allora? ” Un’ Italia molto diversa da quella di oggi.  E’ cambiato tutto da allora, la vita era piu’ semplice. Oggi l’ Italia é imbrigliata dalla burocrazia: fare qualsiasi cosa qui è problematico. Noi veniamo dalla Geramania, tutti pensano sia la patria delle regole, della burocrazia. Ma non c’è paragone con l’ Italia, qui è tutto difficile: vivere, avere una casa, o avviare attività, organizzare spettacoli teatrali.”

Siete arrivate ragazzine, oggi avete 75 anni, che rapporto avete con gli anni che passano? “Siamo serene”, dice Ellen, “continuiamo a fare la nostra vita, a lavorare. Ogni giorno, 40 minuti di ginnastica, anche quando non abbiamo spettacoli. Poi facciamo tante cose: giochiamo a golf, viaggiamo, ci godiamo la vita come abbiamo sempre fatto.” “Io non mi pongo piu’ di tanto il problema”, aggiungeAlice, “Non mi alzo di certo la mattina con l’ idea di andare a guardarmi allo specchio per vedere i segni del tempo che passa. E’ un dato di fatto, lo viviamo con serenità.”

Eppure per molti l’ età avanzata si porta dietro il pensiero della malattia, della fine della vita, voi ci avete mai pensato? “Se mia sorella un giorno dovesse ammalarsi,diventare demente, bene io allora l’ auiterei a morire e e la stessa cosa vorrei, che lei facesse per me se non fossi piu’ in grado di intendere e di volere.” dice Ellen senza dubbi.”Per ora siamo sane come pesci ma se dovesse capitare la faremmo finita. Lo abbiamo anche lasciato scritto. Dovesse succedere qualcosadel genere, non vogliamo che i medici ci tengano in vita. Quando ho detto che abbiamo firmato un documento in cui abbiamo lasciato le nostre volontà ad un’ amica italiana, lei si è scandalizzata, mi ha risposto ‘E’ Dio che decide il momento’ forse dipende dalla sua cultura cattolica, noi non capiamo tutto questo scandalo. Noi siamo luterane ma per noi, questo è un’ atto rispettoso della vita che ci ha dato tanto.” “Non posso immaginarmi in uno stato vegetativo, vivere senza vivere”, aggiunge Alice.
Molte donne nello spettacolo in Italia, si lamentano che dopo una certa età il lavoro scarseggi. “E’ vero, non è un problema solo italiano, dopo i quaranta per le donne che lavorano nello spettacolo diventa sempre piu’ complicato lavorare.” dice Ellen. “Gli uomini invece non hanno questo problema. Solo alle donne non viene perdonato di invecchiare.”aggiunge Alice. Comunque a quest’ età che bilancio fate della vostra vita? “Il bilancio non puo’essere che positivo. Abbiamo avuto una vita piena di tutto: cose belle e cose brutte, ma sono state molte di piu’ quelle belle, siamo state fortunate.” Tanto successo e tanti amori, anche italiani ( Alice fu a lungo la compagna di Marcel Amont e, successivamente, di Enrico Maria Salerno; Ellen fu per molti anni la compagna dell’attore Umberto Orsinin.d.r.)

In ogni intervista, vi chiedono sempre se vi siete pentite di non esservi sposate, di non avere avuto figli. “E ogni volta rispondiamo la stessa cosa: abbiamo fatto una scelta e non ci siamo pentite. Abbiamo scelto la libertà che ci ha permesso di fare al meglio il nostro lavoro e siamo state felici. Oggi, non sembra strano a nessuno che una donna emancipata scelga di non sposarsi, di non avere figli. Per la nostra generazione, invece, era strano. Ma noi siamo state sempre indipendenti, abbiamo cominciato a girare il mondo a 17 anni mentre la maggior parte delle nostre coetanee si é dedicata alla famiglia.”

Tra tutti gli incontri speciali che avete fatto nella vostra vita, raccontatecene uno ‘piu’ speciale’. “Un ‘incontro incredibile per noi fu quello con Fred Astair. ” racconta Alice “Noi avevamo 24-25 anni, lui era già un monumento. Eravamo a Los Angeles, e il coreografo con cui stavamo lavorando una sera ci disse, ‘porto un amico a cena’. Noi eravamo un po’ infastidite perché avremmo dovuto parlare di lavoro e temevamo che la presenza dell’ estraneo ci avrebbe distratto. Il coreografo suono’ e disse, il mio amico ci aspetta in garage. Scendemmo e ci trovammo davanti al mito. Siamo rimaste senza parole e quasi tutte le sere che restammo a Los Angeles venne a cena con noi.”

E tra gli italiani? “Tra i tanti che abbiamo conosciuto ci rimarra’ per sempre nel cuore Alberto Sordi, una persona meravigliosa. E Marcello Mastroianni. Dovevamo fare un numero in cui lui doveva ballare con noi, due Ginger Rogers per lui, Fred Astaire, si impegno’ tantissimo, provo’ per giorni e giorni partendo da zero e alla fine, mettemo su un numero perfetto.”
Un ricordo brutto e uno bello, i primi che vi vengono in mente: “I momenti piu’ bui sono stati quelli legati alla nostra  infanzia, agli anni della guerra, quando morirono i nostri due fratelli, piu’ grandi ma giovanissimi. Poi il rapporto difficile con nostro padre. Da quest’ infanzia così dura ci siamo salvate unendoci sempre di piu’ e siamo rimaste unite per tutta la vita.”spiega Ellen.

E il ricordo piu’ bello? Alice non ha dubbi “Quando siamo arrivate in Germania ovest. Avevamo quindici anni, e abbiamo visto la frutta. Era un’ altra vita rispetto alla miseria che avevamo vissuto all’ est. Ci si poteva sedere al ristorante e ordinare la carne. Per noi era qualcosa di incredibile” dice Ellen “E poi, la prima volta a Parigi”, aggiunge Alice “E’ stato come entrare in un mondo meraviglioso: avevamo diciassette anni e siamo state ore a fare su e giu’ per gli Champs Elysee sotto la pioggia. Era bellissimo: tutte quelle luci, quella gente, un altro mondo!”

E a Parigi vi si spalancarono le porte del mondo dello spettacolo,che é il sogno di tanti giovani. In questo spettacolo lavorate con tanti ragazzi bravissimi, che consigli date a chi fa ora i primi passi? “Oggi é tutta un’ altra cosa rispetto a quando abbiamo cominciato noi. Noi siamo state fortunate, quando siamo arrivate in Italia la televisione aveva solo due canali, percio’ non c’era tanto da scegliere: il sabato sera c’erano 20 milioni di italiani che  ci guardavano, numeri impensabili oggi.” “Io non so se riusciremmo ad emergere oggi”, dice Alice “C’è grandissima concorrenza, tutto è frammentato, a meno che non si abbia un talento talmente grande ed indiscutibile, è davvero difficile riuscire. Ci vuole impegno, determinazione ma anche tanta fortuna.”

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