Fabio diventa Greta e dice ai suoi alunni “Anche se cambio sesso,resto il vostro maestro”

Pubblicato su Visto n.29/12

L’ ha detto l’ultimo giorno, quello dei saluti ai suoi piccoli alunni della scuola materna di Coteto, Livorno. Ha trovato il coraggio che cercava da quarantasei anni e, alla fine, l’ ha spiegato, prima di tutto ai suoi bambini. “Da settembre io, il maestro Fabio non ci saro’ piu’, perché diventero’ la maestra Greta.” Si aspettava di essere giudicata, derisa, travolta dalle ire dei genitori Fabio Franchini, che ora vuole essere chiamato solo Greta e invece è successo il contrario. “E’ incredibile, ero molto preoccupata dal fatto che non mi avrebbero capito. Ho riflettuto tanto prima di fare questo passo, avevo paura. E invece, questa mia dichiarazione che mi aspettavo mi isolasse e mi allontanasse da tanti, ha avuto proprio l’ effetto contrario. Sono stato travolto da una valanga di affetto. Biglietti, lettere, telefonate, mi hanno cercato persone che non vedo da venti anni, solo per farmi sentire il loro sostegno ed è arrivato anche l’ appoggio piu’ importante, quello dei miei alunni ed ex alunni e dei loro genitori. Hanno avuto una reazione straordinaria per cui non smettero’ mai di ringraziarli.” Eh si, Fabio Franchini, anzi Greta, 46 anni, maestro precario ed ex campione italiano di pattinaggio, pensava che comunicando sul posto di lavoro la sua decisione di cambiare sesso, avrebbe perso la stima e l’ affetto che ha saputo conquistarsi in tanti anni di insegnamento da supplente nelle scuole elementari e materne di Livorno. Temeva di rischiare di perdere una parte fondamentale della sua vita: i suoi alunni, la possibilità di insegnare loro a leggere, a scrivere, a fare di conto ma anche a non giudicare, a comprendere che ognuno è diverso e ad accettarlo per quello che é. Com’ è il maestro Fabio in classe ce lo racconta Sara che oggi fa la prima media e ha conosciuto la maestra Greta in terza elementare ” Ci faceva divertire, ci insegnava tante cose. Era severo con chi aveva bisogno di essere scrollato ed era dolce con chi aveva bisogno di dolcezza. Io sono molto affezionata, prima la scuola mi annoiava e non riuscivo a seguire il resto della classe. Poi è arrivato Fabio, anzi Greta, e ci ha insegnato che a scuola ci si puo’ divertire pur lavorando sodo.” Quando l’ altro giorno Fabio ha annunciato che sarebbe diventata Greta, Sara, come molti altri suoi alunni ed exalunni ha voluto scrivere una lettera di sostegno in cui si legge, tra l’ altro “Vai sempre avanti a testa alta, grazie per tutto quello che mi hai insegnato.” La stessa reazione di Sara, l’ hanno avuta i genitori degli alunni di Greta, racconta Veronica la mamma di Sara “Conoscevamo Fabio, abbiamo sempre saputo chi è: una bravissima persona e un insegnante eccezionale, discreto e intelligente che non si è mai nascosto. Sono felice della sua decisione perché penso che anche se è stato difficile e avrà avuto paura nel momento di dirlo a tutti, ora è piu’ sollevato.” Non siete rimaste sorprese dal suo annuncio o addirittura preoccupate? “E perché mai?” dice Bianca, madre del piccolo Michele” Non siamo rimasti sorpresi piu’ di tanto: lui lo conoscevamo da tempo. Preoccupati poi, proprio no. I genitori vogliono il bene dei loro figli e io mi ricordo che convincere il mio  ad uscire di casa per andare a scuola, prima che arrivasse il maestro Fabio, era sempre una lotta. Con lui invece, ha imparato ad amare la scuola. Io personalmente ho avuto esperienze negative e penso che siano in molti gli insegnanti di cui i genitori dovrebbero preoccuparsi per il bene dei loro figli ma Fabio, ora Greta, non è certo uno di loro.” Tutto questo affetto nemmeno Greta se lo aspettava. “La mia decisione è stata molto sofferta. Ho deciso solo a quarantasei anni che non potevo piu’ vivere in un corpo che non e’ il mio, anche se la mia prima vera crisi d’ identità l’ ho avuta dodici anni fa. Però di essere diverso io lo so da quando avevo tre anni. Mi ricordo che a quell’ età avevo una zia che poi ho perso qualche anno dopo che adoravo: mi faceva andare a casa sua e mi lasciava giocare con i suoi vestiti: aprivo il suo armadio e improvvisavo degli spettacoli, quelli sono tra i ricordi piu’ cari della mia infanzia.” Fabio é stato un campione italiano di pattinaggio artistico. “Sì, è stata una parte importante della mia vita. A volte mi sentivo come Billy Eliot. Ho iniziato a gareggiare a sei anni, sono stato due volte campione italiano. Per motli anni il pattinaggio è stato il mio rifugio, il mio riscatto, l’ unico ambito in cui sentivo di potermi esprimere liberamente. Mi ricordo che quando c’erano i mondiali, un anno, litigai con mio padre che mi diceva, ‘dai , per oggi resta a casa, così almeno fai finta che ti interessa la partita’, e io invece, anche in quell’ occasione me ne andai a pattinare.” Crescere in un corpo che non è il tuo non è facile né a Livorno né altrove, per le battaglie quotidiane che bisogna combattere con sé stessi e poi con il resto del mondo  “Avevo una collezione di bambole, mio padre un giorno le butto’ nel cassonetto, ora ne ho la casa strapiena. ” racconta Greta, con un filo di amarezza “Ho fatto le magistrali non solo perché mi piacevano le materie che comunque ho amato ma anche perché, in fondo, sapevo che era una scuola prettamente femminile e infatti ero l’ unico maschio della classe. Alle medie il confronto con l’ universo maschile mi aveva ferito e lì ,tra le femmine, mi sentivo in qualche modo piu’ protetto.” Ma poi, nelle scuole, è tornato a testa alta, seduto in cattedra. A giudicare ora sei tu. “Nel mio piccolo ho sempre cercato di insegnare a non giudicare, cercando di far capire che ognuno è fatto a modo suo e ho cercato di seguire questo principio anche insegnando, trattando i bambini ognuno per come ha bisogno di essere trattato.” Ci sono state mai difficoltà con i tuoi alunni o i loro genitori? “A volte non è stato facile confrontarsi con i bambini piu’ grandi, quarte, quinte, a quell’ età già sanno bene come essere velenosi se vogliono, ma questi episodi sono sempre successi quando ho fatto brevi supplenze, anche di un giorno solo, quando non c’è stato modo di farmi conoscere. Quando ho potuto seguire classi per periodi piu’ lunghi tutto è filato benissimo, perché è il pregiudizio e la paura che porta alla cattiveria. Quando ci si da l’ opportunità di conoscersi tante barriere si superano e io, oggi ne ho piena testimonianza in una misura che non mi sarei mai aspettata.” Una bella reazione, secondo te vuol dire che la società è piu’ aperta di quanto noi pensiamo? “Bé, sicuramente le cose sono molto migliorate grazie a chi si impegna nelle battagglie civili, come Vladimir Luxuria. Vent’ anni fa, si aveva paura a dare la mano a un trans. Pero’ ripeto, anch’ io sono rimasta sbalordita dal sostegno e dalle testimonianze di affetto che ho ricevuto, forse vuol dire che qualcosa di buono il maestro Fabio, anzi la maestra Greta (perché io mi sono sempre sentita Greta), ha seminato.”

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