Carmela, morta per difendere la sorella

carmelaIl sangue ovunque e il corpo a terra coperto da un lenzuolo bianco nell’ androne di casa di Carmela Petrucci, 17 anni, e quello martoriato da venti coltellate di sua sorella Lucia, 18 anni che ha dovuto combattere per ore tra la vita e la morte in un letto del reparto di terapia intensiva dell’ ospedale Cervello di Palermo, sono il risultato della furia omicida di Samuele Caruso, 23 anni. “È stato Samuele, è stato lui. Mi minacciava, mi perseguitava, mi mandava quei messaggi, ma non pensavo, che arrivasse a tanto. Era solo quando ci ha aggredite. Era una furia. Ci ha sorpreso nell’androne e, senza dire una parola, con il coltello in pugno, si è avventato contro di noi.” Sono queste le poche parole che Lucia ha trovato la forza di pronunciare dal suo letto d’ ospedale, per ricostruire quei tragici momenti. Lucia e Carmela, giovani, belle, solari, unite anzi, inseparabili, come possono esserlo solo due sorelle con un anno di differenza. Carmela amava sua sorella e voleva proteggerla dalle coltellate di Samuele,  per questo è finita sgozzata. Samuele, detto ‘tigrotto’, pazzo di Lucia. L’ aveva conosciuta otto mesi fa su Facebook, e si era infatuato della ragazza. Da quest’  estate non si sentivano piu’ ma lui non si era rassegnato e riteneva ancora Lucia ‘roba sua’ “Mia sorella non stava con Samuele” ha detto Antonio Petrucci, il fratello delle due ragazze, l’ unico della famiglia a rilasciare brevi dichiarazioni. “In casa non ci risulta che fosse il suo ragazzo, solo una volta me ne ha parlato, ma non come un fidanzato.” Samuele pero’ era ossessionato da Lucia e la ragazza aveva confidato nei mesi scorsi agli amici piu’ cari di ricevere continuamente sms da lui, tanto da essere costretta a cambiare numero di cellulare, si sarebbe trattato di messaggi inquietanti come “Ti sto osservando, stai studiando Kant”, oppure “Cenere sei e ceneri ritornerai” . Samuele, interrogato dagli inquirenti, ha raccontato tutto, ha detto di avere visto qualche giorno fa, mostratagli da un amico, una foto di Lucia con il suo ex. Poi su Facebook aveva visto che i due erano di nuovo amici. Questo lo avrebbe indotto ad agire e cos,ì venerdì, il ventitrenne è uscito di casa, a Bagheria, per raggiungere la casa della ragazza, in via Uditore, dall’ altra parte della città. Sapeva che Lucia sarebbe rientrata intorno alle 13 e voleva farsi trovare lì, puntuale. In tasca, un coltello ‘a farfalla’, affilato come un bisturi, e l’intenzione di usarlo. “Sono uscito di casa con il coltello perché era mia intenzione uccidere Lucia se avesse ammesso il tradimento.” ha ammesso Caruso, arrestato con l’ accusa di omicidio volontario premeditato e di tentato omicidio. Le sue parole rendono impossibile questa volta parlare di raptus davanti all’ ennesimo femminicidio. Aveva quel coltello e lo ha usato, con tutta la rabbia che aveva dentro.  Dopo la “mattanza” è scappato a piedi sul lungomare Cristoforo Colombo dove ha comprato una maglietta per cambiarsi quella macchiata di sangue.  E Carmela? “Carmela non c’entrava, non volevo farle nulla ma si è messa in mezzo.” Carmela si è messa in mezzo per proteggere la sorella dai fendenti di Samulele e si è presa due colpi, che le sono stati fatali: è morta dissanguata mentre la sorella si dibatteva sotto la lama dell’ assassino. Alla fine Lucia di colpi ne ha presi venti, su tutto il corpo,  anche in volto: il suo viso è sfregiato da un taglio profondo che va dalla bocca alla mandibola. I genitori, Giuseppina e Serafino, chiusi nel loro dolore, stanno vicini a Lucia, notte e giorno non la lasciano sola un momento e sono lì anche quando Lucia chiede di Carmela. Appena rinvenuta, il primo pensiero di Lucia è andato alla sorella”Lo so, lo so che è successo qualcosa di brutto a Carmela. Io ho visto e ricordo tutto, ma ditemi la verità”.  Lucia ancora non sa e i genitori stanno cercando, con l’ aiuto di uno psicologo, un modo per dirle la verità, un modo per dirle che Carmela non c’è piu’,  vittima della furia di Samuele che, per proteggerla da quel ragazzo accecato dalla rabbia e dalla frustrazione, sua sorella ha perso la vita. “Carmela non è stata un’eroina, ma ha semplicemente agito per difendere sua sorella”. ha detto il fratello Antonio mentre il suo assassino rispondeva con calma glaciale alle domande della polizia, non dimostrando, pare,  la minima  emozione in sede di interrogatorio. “Una mente insondabile.” Lo hanno definito gli inquirenti  “Caruso,appare come una persona inspiegabilmente inconsapevole,  con un livello di intelligenza e di percezione della realtà sotto la media, che basa la sue convinzioni su quello che vede o legge su Facebook”. Questo, per ora, il quadro psicologico del killer. A Bagheria pero’, c’è un’ altra donna che non si dà pace.  Maria, madre di Samuele, incredula, respinge l’ idea di aver generato un uomo capace di massacrare due ragazze a coltellate. “Non so cosa darei per riportare in vita Carmela, ma il mio ragazzo non è un killer come lo hanno definito giornali e televisioni.” ha detto  “La nostra è una famiglia perbene”.

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