Addio a Paola, la mamma del ‘bambino sull’ acqua’

Pubblicato su “Visto”

“Era folle e testarda, tutta istinto niente riflessione. L’ ho seguita nelle imprese apparentemente piu’ assurde per poi scoprire che aveva sempre ragione lei. Le dicevo: ‘sei Don Chisciotte, io non sono nemmeno Ronzinante’ “, Paolo Francisco,  parla della moglie Paola Giacotto con amore e ammirazione. E non puo’ essere altrimenti, la donna con cui Paolo ha condiviso la vita l’ ha lasciato pochi giorni fa al termine di una strenua battaglia contro un brutto male, ma Paola, nella sua breve esistenza è riuscita a lasciare un segno di coraggio, determinazione e altruismo che nessuno dimenticherà. Paolo e Paola vivono in Piemonte, si conoscono, si innamorano, si sposano. Nel 1996, a coronamento del loro amore nasce Niki che oggi è una ragazzino intelligente e sereno ma che ha vissuto i suoi primi anni combattendo una grave forma di asma. Ma Paola e Paolo non si sono arresi davanti alle difficoltà del loro bimbo e hanno preso in mano la situazione come solo un amore sconfinato puo’ avere la forza di fare. La loro storia, nei primi anni 2000, commosse tutta Italia e ispiro’ una fiction televisiva, “Il bambino sull’ acqua”. Paolo e Paola si accorsero che Nicky stava bene solo al mare e non ci pensarono due volte: costruirono nel loro giardino una barca a vela di 27 metri, il Walkirie, e abbandonarono la loro precedente vita per vivere con Niky in mare per sempre,”Tutti sulla stessa barca” come spiegato sul loro sito http://www.nikyproject.it.  “Eravamo incoscienti,  contadini che si trovarono a dover andare per mare. Noi, che il mare non sapevamo nemmeno cosa fosse, ma Paola non si preoccupava, sapeva che quella era la strada giusta e l’ aveva imboccata senza la minima remora, come faceva le cose lei.”  Così mamma, papà, Niky e il cane Wind, si sono imbarcati sul loro veliero per vivere sul mare, trovando ospitalità spesso nelle strutture militari.( ora sono attraccati al molo della scuola nautica della Guardia di Finanza a Gaeta ndr)”E’ così da quando siamo partiti” racconta Paolo” Quel giorno non avevamo la minima idea di cosa stavamo facendo, volevamo prendere il largo e non sapevamo niente di mare, ci fermo’ un finanziere e ci disse:’ state fermi e attrezzatevi, poi potrete partire’. Da allora, i finanzieri, i marinai, hanno sparso la voce su di noi e la nostra storia e abbiamo trovato sempre grande ospitalità presso di loro, siamo riusciti ad entrare nel mondo della gente di mare, un mondo che ha le sue regole, che noi abbiamo rispettato e fatto nostre e ora, ogni volta che ci spostiamo, abbiamo degli amici a cui rivolgerci.” Una vita così speciale, abbracciata per la testardaggine e l’ amore per Niky poneva pero’ problemi da risolvere per un bambino che doveva crescere, primo tra tutti: la scuola. Ma ancora una volta questa straordinaria famiglia non lasciandosi intimidire dalle difficoltà prese in mano la situazione, inventandosi un metodo che all’ epoca non c’era e oggi è discusso e studiato. “Paola era così,” ricorda orgoglioso Paolo “secondo lei non esisteva un problema che non si potesse risolvere e, quando la soluzione pronta non c’era, lei se l’ è inventata. Era il 2003 non esisteva skype, oggi certe cose ci sembrano normali ma per arrivare a pensarle possibili all’ epoca ci voleva l’ intuito e la tenacia di mia moglie che creo’ il sistema con cui ancora oggi Niky riesce a seguire le sue lezioni presso un liceo scientifico a Salerno. Nella sua classe, sul suo banco c’è uno schermo, dall’ altra parte dello schermo, qui sul Walkirie, c’è Niky che segue. Non è un sistema a senso unco, Niky ascolta ma puo’ interagire con tutti, per esempio, se la prof lo vede distratto lo puo’ riprendere, esattamente come se fosse fisicamente presente in classe.”  Paola, con la sua intuizione e il suo amore materno è arrivata a concepire un sistema che, nelle sue intenzioni non sarebbe dovuto essere utile solo a suo figlio e oggi al ministero dell’ Istruzione c’é una referente per questo sistema, la dottoressa Ferraro, mentre Niky é diventato ambasciatore Unicef per il diritto allo studio. “Mia moglie, questa piccola donna straordinaria sognava che questo sistema potesse essere utile ai bambini isolati, ai malati, ai ragazzi detenuti, ma anche a ragazzi dei paesi in via di sviluppo in cerca della possibilità di un’ istruzione. E’ un sistema che garantisce l’ accessibilità dell’ istruzione a tanti bambini e ragazzi in difficoltà per una ragione o per l’ altra. E i costi sono irrisori. Eppure in questi anni abbiamo trovato tante persone che ci hanno appoggiato, tanti amici, ma anche tanti che hanno provato a metterci i bastoni fra le ruote. Ma Paola non ha mai abbassato la testa, ed è sempre andata avanti per la sua strada, la nostra strada.” Una strada fatta lunghissima, ma ancora lunga da percorrere. Perché Paola andatasene pochi giorni fa, ha lasciato a Paolo e Niky  il compito di portare avanti un ultima folle prova d’ amore per loro, per i ragazzi e per un mondo piu’ vivibile e piu’ umano per tutti. ” Noi siamo ormai nordisti terronizzati. In questi anni abbiamo vissuto soprattutto il mar Tirreno, ne abbiamo scoperto tesori e potenzialità incredibili. Ci siamo innamorati di terre oltraggiate da interessi e incuria. Paola ha voluto che Salina fosse la sua ultima casa, ma Paola se n’è andata troppo presto, con tante cose ancora da fare e in particolare un progetto che le stava a cuore. Per le terre del sud e per i loro figli. Vogliamo mettere a disposizione il Walkirie per uno stage sul turismo ecologico per otto ragazzi quattro femmine e quattro maschii, quattro dei quali dovranno essere di Capaci. Speriamo di trovare uno sponsor perché crediamo che l’ idea sia davvero importante. Scenderemo da Salerno in giu’ e gli faremo vedere le vere ricchezze delle loro terre, culturali e naturali, gli apriremo gli occhi per fare capire loro che sono circondati di bellezza e di possibiità e che se c’è la crisi e le imprese del sud sono tutte chiuse, i ragazzi non devono abbattersi ma tirarsi su le le maniche, impegnarsi, lavorare perché, come ci ha dimostrato Paola, niente è impossibile ma ci vuole testardaggine, intuito, un pizzico di follia e un cuore enorme come il suo.”

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