Luisa Ranieri e una chiacchierata sul femminile

Luisa Ranieri. Foto: Facebook

Luisa Ranieri. Foto: Facebook

Anche la neomamma Luisa Ranieri deve fare le acrobazie per incastrare i mille impegni tra famiglia e lavoro, e gestire al meglio la complicatissima giornata di tutte le mamme lavoratrici. “Sono senz’ altro una donna privilegiata perché posso scegliere di lavorare un periodo e stare ferma un altro, ho delle possibilità economiche in piu’ per cui posso permettermi di avere persone che mi aiutano con i figli e la casa, pero’ io penso che alla fine non si puo’ sfuggire al ruolo di genitore. Magari qualcuno ti toglie l’ incombenza di andare a comprare i pannolini, ma tu ci devi essere comunque. Percio’ anch’ io ho i problemi comuni alle altre donne lavoratrici: il dovere di essere multitasking, mamma, donna in carriera, moglie e alla fine credo che nessuna donna che lavora e ha famiglia sfugga a una sensazione di inadeguatezza, il dover far tutto bene. Io sono fortunata, perché faccio il lavoro che ho scelto e che amo, ma anche a me capita qualche volta di sentirmi inadeguata dovendo gestire tanti fronti diversi.” Insomma, conciliare tutto non é sempre facile anche se l’ attrice napoletana ammette di essere molto supportata dal marito, Luca Zingaretti. “Sono rimasta stupita di Luca, che mi ha davvero sorpreso nel ruolo di papà. E’ bravissimo con Emma, mi da una grande mano, mi ha aiutato molto sin da subito dopo il parto, è davvero disponibile con la bambina e ha preso l’ abitudine di fissare appuntamenti solo dopo mezzogiorno perché la mattina la dedica a sua figlia. Naturalmente, anche in questo, siamo privilegiati per il nostro lavoro che permette di gestire in modo elastico il tempo, comunque non tutte le donne possono contare sul supporto attivo dei loro compagni e questo complica le cose.” Dunque le difficoltà oggettive ci sono e l’ attrice napoletana ha voluto affrontare questi e molti altri temi in una chiacchierata pubblica moderata dalla giornalista Emilia Costantini su temi del mondo femminile davanti a una platea di suoi fan, per la maggior parte donne. E così tra donne ci si ritrova a parlare dei pregi e dei difetti, delle difficoltà, dei pregiudizi e dell’ importanza dell’ indipendenza.”I miei si sono separati quando io ero piccola,” racconta Luisa, “mia madre ha pagato la sua libertà scegliendo di cavarsela da sola e di non prendere gli alimenti da mio padre . Da questo scontro tra i miei genitori io sono venuta su con l’ idea che nella vita bisogna essere autonomi, non a caso ho fatto un figlio a trentasei anni, avevo bisogno di sentirmi sicura da tutti i punti di vista, piantata. Dovevo essere certa che il mio successo non fosse solo un fuoco di paglia ma che si stabilizzasse e mi permettesse di pensare a una famiglia su basi concrete.”
Eppure anche a una donna forte e indipendente come Luisa capita ancora di riscontrare pregiudizi antifemminili che non vengono solo dagli uomini “Sicuramente siamo ancora vittime di un certo retaggio culturale.” nota la Ranieri “Siamo ormai emancipate, abbiamo dimostrato di essere bravissime lavorativamente in tutti i campi pero’ secondo me, esiste nelle donne un certo complesso di inferiorità che non è stato mai veramente superato. L’ immagine della donna che non è niente se non mette su famiglia, anche se dimostra grandi abilità nel lavoro, è qualcosa che purtroppo ancora resiste nella nostra società. Mi ricordo che una cosa che mi faceva molto arrabbiare qualche anno fa è che io avevo già un percorso professionale avviato, avevo studiato, già fatto molte cose anche da protagonista e quando inizio’ la storia d’ amore con mio marito mi sono trovata a dover rispondere a domande, di giornaliste donne, che chiedevano ‘ quanto è stato importante tuo marito nella tua carriera?’, è qualcosa che mi offendeva profondamente come donna. Quando ci siamo incontrati con Luca io su quel set ero la protagonista, e non era il primo ruolo importante, eppure… ” Eppure evidentemente il pregiudizio è duro a morire “Già questa cosa che quando ti sposi cambi cognome e prendi il cognome del marito, secondo me è indicativa e andrebbe cambiata. Io scelgo di fare un percorso insieme con un’ altra persona ma non posso annullarmi e dimenticarmi chi sono e la mia vita precendente.” Diventare madre è qualcosa che sconvolge la vita e spesso le ripercussioni ci sono anche in ambito professionale anche in un mondo che non perdona la maturità, come quello dello spettacolo “Quando fai un figlio ti poni il problema che forse esci da un certo giro, ti senti dire, ‘è grande, non fa piu’ le trentenni’ e invece fino all’ anno scorso facevi le trentenni oppure senti dire ‘ha troppo vissuto negli occhi’ come se dimostrare che hai un passato o un vissuto sia qualcosa da cancellare, perché bisogna essere un po’ ‘bambola’, pero’ questo appartiene piu’ al marketing dell’ immagine, io ho avuto la fortuna di lavorare con registi che cercavano un’ anima. Sicuramente, al di là del lavoro che si fa l’ apparire è un problema che abbiamo tutte noi donne, ce lo inculca la società. Se apri un giornale c’è solo perfezione e giovinezza. La bellezza è molto importante in questo mestiere, forse piu’ all’ inizio. Anche perché te ne convinci: quando vedi questo mondo da fuori è tutto bello e giovane, poi mi sono resa conto lavorando che la maggior parte dei registi non cercano solo una bella faccia. Io avuto un rapporto molto conflittuale con il mio corpo, mi sono sempre sentita Audrey Hepburn intrappolata nel corpo di Sofia Loren, sono stata a lungo poco consapevole della mia fisicità, la mia autostima non era al top quando ero ragazzina, questo mestiere mi ha molto aiutato, l’ ho cercato, all’ inizio, per vincere la timidezza, poi, strada facendo ho capito che era la mia strada, quello che avrei voluto fare nella vita.” Ma il difficile rapporto con la bellezza e con il tempo che passa per molte donne porta direttamente al chirurgo plastico e Luisa Ranieri ha le idee chiare anche su questo. “Secondo me, le donne non si rifanno mai per un uomo, dietro ci sono questioni che riguardano l’ autostima e la percezione di sé stesse, forse a queste donne farebbe meglio un’ analista, ma se rifacendosi si sentono meglio, io non mi permetto di giudicare.”

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