Vladimir Luxuria: il buddismo ha cambiato la mia vita

Vladimir Luxuria. Foto: Facebook

Vladimir Luxuria. Foto: Facebook

“Sono ormai quindici anni che pratico il buddismo e sono piu’ forte.” Vladimir Luxuria ci accoglie nella sede romana dell’ Istituto italiano buddista Soka Gakkai, dove spesso frequenta le riunioni come fedele, per raccontarci della sua conversione al buddismo.
Che rapporto avevi con la religione prima di diventare buddista?
“Ho sempre avuto gran desiderio di spiritualità, sono stata molto cattolica da adolescente, facevo il chierichetto, ho anche insegnato catechismo. Ero molto zelante, fino ai sedici anni.”
Poi cosa è successo?
” Poi ho scoperto la verità su me stessa e ho provato anche a parlarne in quell’ ambiente per me familiare che era la mia chiesa, ma ho presto capito, con mia grande delusione, che avrei dovuto fare una scelta: non potevo essere me stessa e contare sull’ appoggio del mio parroco. Così, non potendo rinnegare me stessa, per anni, ho vissuto in solitudine la mia dimensione spirituale che è sempre stata molto spiccata, perché la chiesa mi aveva chiuso le porte.E’ stata una grande sofferenza per me.”
Come hai incontrato il buddismo?
“E’ successo una quindicina di anni fa, un amico mi ha parlato di buddismo e io mi sono avvicinata a questa religione. La cosa piu’ bella per me è stata trovarmi davanti a principi e conclusioni a cui ero già arrivata attraverso la mia esperienza di vita. Mi sono subito riconosciuta in alcuni precetti e da quel momento ho approfondito sempre di piu’.”
Che cosa ti ha attratto di piu’ di questa religone?
“Molte cose, il buddismo è stata una svolta fondamentale nella mia vita, mi ha aiutato a vivere con piu’ consapevolezza gioie e dolori, mi ha dato la forza di superare un lutto importante e mi ha anche aiutato a gestire il distacco. Nel buddismo non mi sono mai sentita esclusa, mi ha aiutato a concentrarmi e a perseguire i miei obbiettivi, ad affrontare periodi di forte stress, mi ricordo quand’ ero deputata e avevo tanti impegni, il momento della pratica per me era irrinunciabile, come lo è oggi: ho un altare a casa e ogni giorno, io pratico in media mezz’ora la mattina e mezz’ora la sera, e quello è un momento che mi ricarica, che mi fa sentire davvero in sintonia con l’ universo, non potrei rinunciarci per nulla al mondo.”
Come hanno preso questa scelta le persone che ti sono piu’ vicine?
“Ho una famiglia meravigliosa, i miei genitori non si sono mai opposti ad alcuna delle mie scelte, e così hanno fatto anche davanti alla mia scelta religiosa, mi hanno rispettata, hanno cercato di comprendermi, due delle mie sorelle, poi, hanno fatto di piu’, si sono covertite anche loro, una è diventata punto di riferimento per i buddisti della sua zona, a Milano, sono orgogliosa di lei. Le avevo parlato del buddismo in un momento complicato della sua vita, lei lo ha abbracciato ed ora è una parte fondamentale della sua esistenza, come della mia. Ora non potrei piu’ immaginare la mia vita senza la pratica. Sono riuscita a praticare anche sull’ isola, sebbene non sia stato facile, è stato bellissimo e il buddismo anche in quell’ occasione mi ha aiutato a mantenere un equilibrio. ”
Quali sono i principi che senti piu’ tuoi?
Quello che mi ha affascinato subito del buddismo è il senso della responsabilizzazione, il fedele non si affida a qualcosa di esterno, perché il budda è dentro di noi, quello che dobbiamo fare è tirare fuori la nostra buddità. E un’ altra cosa in cui credo profondamente, perché vedo che nella mia vita è proprio così, è lo stretto legame tra azione e reazione, il karma è il principio in cui credo di piu’. E poi ci sono i sogni, i desideri, che non sono demonizzati ma esistono perché dobbiamo realizzarli. E la buddità ce l’ hanno tutti, percio’ tutti siamo uguali, non esiste l’ emarginazione, questa è una religione che non esclude. Anche i dolori e i lutti per me hanno avuto un senso, perché è vero che tutta la nostra energia vitale non si puo’ disperdere con la semplice morte fisica, ma si passa semplicemente ad uno stato di latenza per poi rinascere. E poi, con il buddismo mi sono anche liberata dall’ idea che serva per forza il sacrificio, la sofferenza per raggiungere il paradiso, invece la vita è fatta di tante cose, anche di piacere, nel buddismo non c’è sessuofobia, per tutte queste ragioni posso dire che la mia religione mi ha cambiato la vita, in meglio.”

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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3 risposte a “Vladimir Luxuria: il buddismo ha cambiato la mia vita

  1. Sono buddista anche io e molto felice Ora sono hai caraïbi cercavo di avvicinarmi dalla mia famiglia ma!tutto ciò mia fatto soffrire molto adesso ho preso la decisione di trasferirmi a Parigi ora tutti si sono avvicinato, a me che peccato ci è voluto la mia partenza per avere affetto della mia famiglia. Ma la prendo come una risposta positiva, e continuo ad avanzare ma questa volta, non più sola ho vissuto 38 anni in Italia. Et amo questo paese che è parte di me. La tua storia e bellissima, la soka esiste anche in Martinica e sono tutti meraviglioso.
    . Grazie per la tua esperienza

  2. Brava Vladimir,siamo compagne di fede.il buddismo ti cambia! È vero! Sosteniamoci sempre tutti.e sosteniamo anche gli altri. Un abbraccio, Barbara

  3. Ciao Vlady grazie per le cose che hai detto, io pratico da 11 anni e condivido appieno quello che hai detto. Mi piacerebbe incontrarti quando vieni al Kaikan. Ti ammiravo già prima per la tua profonda sensibilità, ora ti ammiro smvirs di più.
    ❤️

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