Romina Power torna al cinema

Pubblicato su “Chi”

“Una donna che si porta dentro per tanti anni un dolore insuperabile, la sua tragedia e quella dei suoi cari, della sua famiglia. La mia esperienza umana, diversa, maturata in altre circostanze, mi ha fatto sentire vicina a Italia. So cosa vuol dire convivere con la sofferenza e ho capito subito questa donna. Era il personaggio che aspettavo da una vita.” Per questo Romina Power, a 61 anni, dopo molto tempo, ha scelto di tornare a fare cinema, cimentandosi in un ruolo forte e complesso, una donna che soffre e nella cui travagliata esperienza l’ attrice e cantante si é tuffata senza risparmiarsi: per esigenze di scena la vedremo invecchiata (il suo personaggio, Italia ‘adulta’, ha circa 70 anni ndr) e la sentiremo parlare un perfetto dialetto veneto. Un’ immagine lontana anni luce da quella che siamo abituati ad associarle da anni, una scelta coraggiosa, quella di partecipare ad un film, “Il segreto” di Antonello Belluco, che già in fase di preparazione è stato oggetto di poemiche perché racconta di un episodio doloroso e ‘scabroso’: la strage di Codevigo, un paesino veneto, in cui i partigiani uccisero 136 persone, uomini e donne, ritenute colluse con i fascisti, a guerra già finita. Una delle tante ferite dolorose di questo paese, e che inevitabilmente, ogni volta che vengono riaperte e se ne parla, provocano reazioni forti. Ma Romina, non ha ragionato su questo, lei ha incontrato Italia, ha compreso il suo dolore e ha deciso. “Quando ho letto questo copione, sono rimasta molto colpita. Il personaggio di Italia, è l’occasione che aspettavo da una vita, per questo ho trovato il coraggio di rimettermi in gioco, ed eccomi qua, dopo tanto tempo, ancora su un set.” spiega l’ attrice, tranquilla, con un sorriso che illumina all’ improvviso il viso, mentre racconta orgogliosa il suo ritorno sulle scene e combatte con un ventaglio l’ aggressività dell’ afa romana.
Pensa di aver avuto particolare coraggio, come sostiene il regista, a scegliere questa storia per tornare al cinema?
“Questa per me, è soprattutto una storia piena di poesia, di dettagli, la tragedia di un donna, di una famiglia, che ho sentito profondamente dal punto di vista umano. Alle polemiche politiche non ho pensato, anche perché io sono, da sempre, apolitica. Percio’ non credo di poter essere definita coraggiosa per aver accettato di fare questo film. Mi riconosco invece un po’ di coraggio nella scelta di rimettermi in gioco dopo tanto tempo.”
Cosa l’ ha convinta in particolare?
“Quando, durante le interviste qualcuno mi chiedeva ‘ma il cinema non le interessa piu’?’, io rispondevo sempre: ‘non è che non voglio fare cinema, è che non mi viene offerto niente di interessante’. Io, da sempre, non sono una che fa le cose tanto per fare, devo essere convinta e quando è arrivata questa occasione non c’ ho pensato su due volte. Appena ho letto la sceneggiatura ho chiamato il regista per dargli la mia disponibilità. Era quello che aspettavo. Prima di questo film, credo, non mi è stata mai data veramente l’ occasione di recitare in un personaggio complesso, perché c’è stato sempre, su di me, un grande snobismo. Italia, mi permette di dimostrare, finalmente, che sono un’ attrice completa.”
E’ tanto tempo che non la vediamo in un film, addirittura 30 anni, se si esclude un cameo per Abel Ferrara nel 2007, come si è preparata ad un ritorno così impegnativo?
“Una parte così complessa ha richiesto una lunga preparazione, ma devo dire che ora sono molto soddisfatta. Anzi, ho acquisito nuove competenze: il mio personaggio recita in dialetto veneto e sul mio curriculum, olltre all’ inglese, all’ italiano e allo spagnolo posso mettere anche il veneto ora! Comunque confesso che un po’ di ansia c’era, al pensiero di tornare a lavorare dopo tanto tempo, ma ho avuto un coach davvero speciale: sono stata aiutata da mia figlia Romina, con lei e con la sua insegnante di recitazione, ci siamo messe a studiare tutte insieme e questo mi ha permesso di arrivare preparata al primo ciak.”
Il film racconta una di quelle storie italiane che, secondo quanto ha sostiene il regista Antonello Belluco, non é facile raccontare. Si é fatta un’ opinione sulla difficoltà di raccontare alcune cose in Italia rispetto a quanto avviene all’ estero?
“L’ Italia la considero il mio paese, e non credo assolutamente che qui ci siano piu’ scheletri nell’ armadio che altrove, ora vivo negli Stati Uniti e guardate quello che succede lì, anche in questi giorni: prima le rivelazioni di Assange e i wikileaks, ora quest’ altro scandalo del datagate, ogni paese ha i suoi segreti oscuri ma, come tutte le cose nella vita, la verità prima o poi viene a galla, io credo fermamente in questo.”

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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