L’ addio a Giuliano Gemma, il ricordo della moglie

Pubblicato su “Visto”

Rngrazio tutti per le dimostrazioni di affetto che ho ricevuto in questi giorni da persone comuni e autorità, il Presidente della Repubblica ha voluto mandare una Corona, Giuliano ha avuto tre picchetti d’ onore, il sindaco di Roma Ignazio Marino ha voluto l’ apertura della camera ardente in Campidoglio e a rendergli omaggio sono venute persone da tutta Italia. Ho potuto toccare con mano quanto Giuliano fosse amato perché era umile, sempre disponibile, generoso, semplice. Mai un capriccio da divo. E’ stato un marito meraviglioso, condividevamo tante cose, dall’ amore per il cinema a quello per gli animali. Puck, il nostro cane che lui adorava, lo aspetta ancora tutte le sere, davanti alla porta di casa. Oggi ho portato anche lui, non potevo non farglelo salutare per l’ ultima volta.” Baba Richerme, 55 anni, giornalista, moglie di Giuliano Gemma, fa appello a tutte le sue forze e nel giorno in cui il comune di Roma allestisce una camera ardente perché il pubblico possa dare l’ ultimo saluto all’ attore, ricorda il marito, eroe di tanti ‘spaghetti western’, e molto altro, e parla delle circostanze della sua morte. L’ indimenticabile interprete di tanti film è morto il 1 ottobre scorso, a 75 anni, a seguito di un incidente stradale a Cerveteri, a nord di Roma, dove viveva con Baba. La sua Yaris si é scontrata con un Bmw all’ incrocio tra via Sasso e via Zambra. Alla moglie, Gemma, ha fatto l’ ultima telefonata. “Ero in redazione, al giornale radio Rai. Mi ha detto: ‘ho avuto un incidente, mi fa male la gamba.'”, ricorda lei, “Io sono arrivata all’ ospedale di Cvitavecchia convinta che si fosse rotto una gamba e invece, non l’ ho visto piu’.” I dubbi della Richerme riguardano eventuali ritardi nei soccorsi. “Voglio fare chiarezza perché vorrei almeno, che questa morte così assurda, non fosse inutile. Tutte le morti sono inutili ma sapere che cosa é successo veramente, se ci siano stati o no problemi, è importante. Niente riporterà indietro mio marito ma quello che è successo a lui, puo’ succedere a chiunque e bisogna capire se nel 2013 se qualcuno si fa male, puo’ essere sicuro che verrà soccorso. Forse mio marito sarebbe morto ugualmente, perché era pieno di lesioni interne, forse non è riuscito a comunicare quanto fosse grave la sua situazione. Lui non si lamentava mai, era nel suo carattere. Mi hanno detto che quando lo hanno tirato fuori dall’ auto, nonostante le sue condizioni, non faceva che chiedere come stessero le altre persone coinvolte. Era un altruista, pensava sempre prima agli altri, ha anche sterzato per evitare una moto e forse, non è riuscito a comunicare quanto stesse realmente male. Prima di salire sull’ ambulanza, era cosciente, parlava, mi ha telefonato. E’ morto per una crisi cardiaca, non per infarto, ma perché aveva una terribile emorragia interna.” In questi giorni le polemiche si sono concentrate sul presunto ritardo con cui, l’ ambulanza giunta sul posto, sarebbe ripartita per trasportare Giuliano Gemma all’ ospedale di Civitavecchia. Dalla Asl spiegano di aver seguito scrupolosamente tutte le procedure, che richiedono il tempo necessario, Baba vuole solo che ogni dubbio venga fugato. “Pensare che quello era il mio terrore. Ogni tanto ci pensavo e dicevo ‘ma se ci succede qualcosa qua, l’ ospedale piu’ vicino è almeno a mezz’ora di distanza.’ C’é un eliporto a Cerveteri ma a che serve? Quell’ incrocio poi, era pericolosissimo, Giuliano ha chiesto a tre sindaci, di tre amministrazioni diverse di mettere in quel punto una rotatoria, gli incidenti sono frequentissimi. Voglio ringraziare tutte le persone che si sono fermate a prestare soccorso dopo l’ incidente, sono stati gentilissimi. Se parlo oggi è perché voglio che si faccia qualcosa, per tutti, quello che è successo a Giuliano Gemma, potrebbe accadere a chiunque.” Tremano le mani a Baba, mentre combatte contro l’ emozione di parlare dell’ uomo con cui ha diviso la vita per quasi vent’ anni. Si erano sposati nel 1997, lei giornalista cinematografica, lui, star del grande schermo, che trova il coraggio di innamorarsi di nuovo dopo la morte della prima moglie, Natalia Roberti. Baba, come vuole ricordare suo marito? “Era un uomo semplice e generoso. Non voglio farne un santino: quando le persone muoiono, improvvisamente diventano tutte brave persone. Ma Giuliano era proprio così. Chiunque l’ abbia conosciuto puo’ dire che grande uomo era. Grande e semplice allo stesso tempo, non si è mai atteggiato a divo. Era un grandissimo attore, non solo l’ eroe degli spaghetti western, ha girato centoventi film, cimentandosi in tutti i generi, titoli importantissimi, tante fiction. Era umile e studiava moltissimo. Era orgogliosissimo del suo ‘Navarro Valls’, personaggio interpretato nella fiction su Papa Wojtila. Si fece procurare tante registrazioni per studiarlo in ogni dettaglio, era meticoloso sul lavoro, e quando la fiction usci’ lo stesso Navarro Valls lo chiamo’ e gli disse: ‘sei stato bravissimo, mi hai rubato l’ anima’. E’ stato un grande artista e un ottimo scultore.” Cosa le mancherà di piu’ di suo marito? “Tutto mi mancherà: la sua presenza, la quotidianità, anche i piccoli litigi. E’ stato un ottimo marito, un ottimo padre e un meraviglioso nonno. Amava le sue figlie e adorava i suoi nipotini, Stella, figlia di Giuliana e Maximus, figlio di Vera. Quando giocava con i suoi nipoti era l’ immagine della felicità, non riesco a pensare che non potrà vederli crescere.”

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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