Il rastrellamento del ghetto e la salma del boia

Il 16 ottobre del 1943, alle 5.15 del mattino di un giorno di festa, il sabato, i soldati tedeschi prelevarono 1024 persone, tra cui piu’ di 200 bambini , dalle loro case, nel ghetto ebraico di Roma, per caricarli su vagoni piombati diretti ad Auschwitz. Tornarono in 16. Il giorno in cui la città ricorda il settantesimo anniversario di uno degli eventi piu’ tragici della sua storia millenaria,  scoppia una rivolta popolare contro la possibilità di celebrare il rito funebre per uno degli ultimi nazisti. Erich Priebke, spentosi l’ 11 ottobre all’ età di cento anni al policlinico Gemelli di Roma, ha scelto proprio questi giorni per morire dopo aver vissuto il suo secolo senza mai pentirsi e anzi lasciando un’ ultima intervista-testamento in cui nega ancora l’ esistenza dei campi di sterminio e non accenna al minimo rimorso per le colpe per cui fu condannato all’ ergastolo. Erich Priebke, il boia delle Fosse Ardeatine, che fucilo’ 355 persone il 24 marzo del 1944, come rappresaglia in risposta a un attentato partigiano contro gli occupanti tedeschi del giorno prima, venne estradato in Italia dall’ Argentina nel 1995, dopo il soggiorno nel carcere militare di Forte Boccea, viveva in una casa di proprietà del suo avvocato, in un quartiere residenziale di Roma. Dal 2007 aveva il permesso di uscire per recarsi a lavoro nello studio del suo avvocato, ma abbiamo visto foto che lo ritraevano mentre faceva la sua passeggiata, la spesa, andava al parco. E’ morto cinque giorni fa e non ha ancora trovato sepoltura. I figli non lo vogliono, uno di loro non è nemmeno arrivato in Italia, la Germania, non lo vuole. Il suo funerale, non autorizzato a Roma, avrebbe dovuto celebrarsi ad Albano Laziale, il sindaco non voleva, ma il Prefetto ha detto sì. Sono scoppiati disordini, persone di tutte le età hanno manifestato la loro rabbia, urlando contro il defunto e prendendo a calci il carro funebre. Sono arrivati i neofascisti, per l’ ultimo saluto al ‘Capitano’, ci sono stati altri scontri. I funerali sono stati annullati. La salma del nazista è rimasta in attesa tutta la notte e all’ alba è stata portata all’ areoporto di Pratica di Mare con l’ intenzione di spedirla in Germania. Ma Berlino ha detto no. E nel giorno in cui Roma ricorda i suoi 1259 deportati e con essi tutta quell’ epopea di sangue,  l’ orrore di quegli anni, la follia feroce, il buio, il terrore, le violenze, la morte, le torture,la fame, quel cadavere ingombrante che nessuno vuole, ci ricorda che se il Male esiste, è perché ci sono uomini che lo compiono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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