Maria Grazia Cucinotta: “La semplicità di Troisi, lo ha reso indimenticabile”

“Sentire la sua voce, dopo tanto tempo, mi tira via un pezzo di cuore. E’ impossibile per me, non emozionarmi guardando questo documentario.” Il sorriso smagliante e gli occhi lucidi, Maria Grazia Cucinotta si è ritrovata a parlare  di Massimo Troisi, in occasione della presentazione del documentario “Massimo, il cinema secondo me”, di Raffaele Veneruso, durante il festival del film di Roma. Una proiezione da cui pubblico, oltre agli amici e colleghi che hanno contribuito alla realizzazione (insieme alla Cucinotta, Francesca Neri, Anna Pavignano, compagna e sceneggiatrice di Troisi, Massimo Bonetti e il produttore Mauro Berardi ndr), sono usciti con le lacrime agli occhi. Il documentario monta insieme foto di scena, ricordi di amici e collaboratori e la registrazione audio di un’ intervista rilasciata nel 1993 da Troisi ad Antonella Coluccia, allora laureanda in storia del cinema, che scelse l’ autore napoletano come tema della sua tesi. Ne viene fuori un ritratto inedito ed emozionante che è un vero regalo per tutti gli ammiratori dell’ artista napoletano a vent’ anni dalla sua morte.

Maria Grazia come ricorda l’ incontro con lui?“Lo ricordo benissimo, è l’ incontro che mi ha cambiato la vita. Stava facendo provini per “Il Postino” da molti mesi, non trovava la protagonista. Io mi sono presentata senza troppe speranze. Ero giovane, alle prime armi. Quando mi ha scelto stentavo a crederci. Non avrei mai immaginato che cosa avrebbe significato quel ruolo per me.”

Perché l’ ha scelta, cosa cercava nei suoi attori? “Io  credo che lui cercasse la verità. Mi ha scelto perché ero vera,  così com’ ero, giovane, senza sovrastrutture, credo lo abbia colpito questo.”

Il “Postino” è stato l’ ultimo film di Troisi,  e quello che l’ ha lanciata. “‘Il Postino’ mi ha cambiato la vita, Massimo mi ha cambiato la vita. Grazie a lui che mi ha scelto ho potuto partecipare a una pellicola che ancora oggi emoziona e fa conoscere il cinema italiano nel mondo. Sono appena tornata da San Diego, dove dopo vent’ anni, gli americani non lo hanno dimenticato e gli hanno dedicato una retrospettiva. E questo succede spesso nel mondo. Io ora lavoro molto con l’ estero, e so quanto Troisi sia conosciuto e amato. E’ un simbolo di italianità. Io lavoro molto in Cina e i cinesi hanno apprezzato molto il ‘Postino’. Un popolo così lontano per cultura da quello italiano, è riuscito a capire perfettamente il film. Anche laggiu’ Massimo ha commosso milioni di persone.”

Eppure anche in Italia, all’ inizio, si pensava che Troisi sarebbe stato difficilmente capito. “Con quel suo essere così diverso, il suo uso del napoletano stretto, tutte scelte artistiche che, alla fine, hanno premiato.”

E come è stato possibile secondo lei? “Perché il suo modo di comunicare era profondo, é stata la sua semplicità a renderlo indimenticabile. Le parole sono uno strumento limitato. Lui mi ha insegnato tutto, sul set ma non solo.”

Che cosa in particolare? “Che è importante la verità, anche professionalmente, bisogna sempre essere veri. Se tu fingi, il pubblico, prima o poi, se ne accorge  e l’ emozione che arriva è meno attutita o non arriva proprio. Se invece affronti la vita e il set con verità e semplicità, questo si trasforma in emozione genuina per gli spettatori che non se la dimenticano piu’, o almeno nel suo caso, è proprio così. Lui era all’ apice della carriera, quando l’ ho conosciuto, era, quello che da fuori avrebbe potuto definirsi una vera star. Ma la realtà era diversa. Nonostante tutta la sua arte e tutto il suo successo, era un uomo umilissimo, per carattere e coerenza. E’ così,  con la sua semplicità e la sua verità che, nonostante il dialetto stretto, Massimo ancora riesce a comunicare tanto a tutti gli spettatori dei suoi film nel mondo. E’ per questo che, dopo vent’ anni,  chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e chi non l’ ha avuta ma l’ ha apprezzato per i suoi film,  esce emozionato dalla sala, dopo aver sentito la sua voce. La sua semplicità lo ha reso indimenticabile.”

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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