Danilo Brugia: “Che emozione interpretare Papa Wojtyla”

brugia“Non abbiate paura” si intitola il musical dedicato ed ispirato a Papa Giovanni Paolo II, patrocinato dal Pontificio Consiglio della Cultura, che sarà all’ Auditorium di via della Conciliazione di Roma, a pochi passi da piazza San Pietro, nella settimana in cui il Papa polacco sarà proclamato Santo. Eppure, comprensibilmente, l’ attore che chiamato ad interpretare un tale personaggio, il romano Danilo Brugia, volto noto di tante fiction televisive da Cento Vetrine a Rossella, racconta: “Devo ammettere, ho paura. Quando il regista mi ha chiamato per offrirmi questo eccezionale ruolo, non c’ho pensato su due volte, ho detto subito: ‘sì!’. Poi, quando ho realizzato che cosa mi accingevo a fare, interpretare la vita di uno dei personaggi più grandi di questo secolo, ho capito di avere paura e la ho tuttora. E anche se il messaggio più grande di Papa Wojtyla, che è anche il titolo dello spettacolo è: ‘Non abbiate paura’, tutti sappiamo che anche lui, quando si affacciò per la prima volta a San Pietro, da Pontefice disse. ‘ho paura di non essere all’ altezza di questo compito.” Ma la paura non ha dissuaso Danilo dall’ affrontare questa bella prova. Per lui, profondamente credente, che da ragazzino tutte le domeniche faceva il chierichetto nella Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, quella telefonata e quest’ esperienza, ovviamente va ben oltre il valore professionale. “Io sono convinto che nulla avviene per caso. E ancora una volta, nel caso di questo musical ne sono convinto. Il giorno prima che mi offrissero la parte in ‘Non abbiate paura- il musical’, ero a San Giovanni Rotondo, per una manifestazione di beneficenza. Io sono molto devoto al Santo di Pietralcina e quando ero là l’ ho pregato intensamente, come faccio sempre. Il giorno dopo mi è arrivata la telefonata che mi offriva questo ruolo straordinario.” Un ruolo unico. “Per me quest’ esperienza, inevitabilmente ha un forte valore spirituale, mi avvicino a questa immensa figura con molta umiltà, cercando comunque di reinterpretarlo al meglio.” Quella di Papa Wojtyla, è stata una vita lunga e ricchissima di episodi incredibili. “E’ difficilissimo, interpretare tutta la sua lunga e straordinaria vita. Partiamo a raccontare la sua esistenza dalla giovinezza in Polonia, attraverso la guerra, l’ occupazione nazista, la scoperta della vocazione e poi il suo lungo pontificato, il più lungo della storia, fino alla sua vecchiaia, alla malattia: una vita incredibile pienissima di avvenimenti, la vita di un predestinato. Ho scoperto molte cose su di Lui, in questi due mesi in cui mi sono preparato per il musical, per esempio che la sua poesia preferita da ragazzo si chiamava ‘Il Papa slavo’ o, che quando era ancora solo un giovane sacerdote che insegnava ai ragazzini, un giorno si ritrovò sulla porta un biglietto in cui era scritto:’sarà santo’ e tra qualche giorno in effetti lo sarà.” Cosa ti ha colpito di più studiando la sua biografia? “Non un episodio ma la sua bontà che si esprimeva nel suo sorriso, quel sorriso dell’ anima che poteva venirgli solo dallo Spirito Santo. Aveva una serenità interiore speciale, con cui affronto’ ogni difficoltà, perché sapeva, aveva la certezza assoluta che ogni cosa che succedeva doveva succedere. Io quel sorriso lo sto studiando da settimane, ma per noi semplici esseri umani, arrivare a quel sorriso sembra impossibile, è il sorriso di un Santo.” Il Papa polacco amava molto il teatro, in gioventu’ l’ ha praticato e ha dedicato ai lavoratori del mondo dello spettacolo la famosa “Lettera agli Artisti” “Il nostro musical infatti parte proprio da questa sua passione giovanile. Lo spettacolo si apre su una scena della rappresentazione di ‘Casa di Bambola’ di Ibsen di cui il giovane Karol era protagonista. Lui amava molto lo spettacolo, non solo il teatro, ma anche la musica, aveva una voce bellissima, quasi tenorile. Io credo molto nei principi tracciati nella lettera agli artisti. Lui diceva che noi abbiamo una responsabilità e degli strumenti per arrivare a comunicare messaggi, anche complessi, a tante persone, al nostro pubblico, al mondo in modo piu’diretto e profondo di qualunque altro. Ed è vero con lo spettacolo puoi arrivare al cuore della gente, raccontare storie, trasmettere la fede.” La fede di Danilo è forte e nasce tanti anni fa quando, bambino, serviva Messa nella Chiesa del suo quartiere. E proprio lì gli accade di incontrarlo dal vivo, questo Papa Santo. “Era una domenica sotto Natale, io ero piccolo, avrò avuto otto anni. Quando sei bambino non ti rendi bene conto, non sai esattamente cosa vuol dire che quell’ uomo è il Papa. Ma io quell’ incontro fugace me lo ricordo bene, più che un Papa a me sembrava un papà, mi carezzo la testa e mi sorrise con quell’ incredibile sorriso. A me sembrò di conoscerlo da sempre.”

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