Letizia Letza e l’ incubo “Grande Fratello”

cuor di coniglioParole, tavole di palcoscenico, messe in piega, il mondo di Letizia Letza, attrice, scrittrice, parrucchiera, Concorrente nella quarta edizione del Grande Fratello, è un caleidoscopio di sensibilità, creatività, servizio, passione, abilità. La incontriamo nel cuore di Roma, dove, dopo tanti anni di lavoro nel mondo dello spettacolo, ancora viene a tagliare i capelli e a fare messe in piega. Un vero talento anche in quel settore, ci dicono e lei, dimostra di amare il suo lavoro di artigiana quasi quanto il suo lavoro artistico, e non solo per il suo risvoloto economico.
“Ogni tanto mi dico: ‘lascio questo lavoro e mi dedico completamente all’ arte’, ma poi, non ci riesco mai. E non solo per motivi economici. Certo, c’è anche quell’ aspetto: tagliare i capelli, mi ha permesso di mangiare quando i ruoli non arrivavano ma c’è di piu’.Io con le forbici in mano ci sono nata, questo mestiere ce l’ ho nel sangue. Mio padre che non ho mai conosciuto perché è morto poco dopo la mia nascita, era parrucchiere, dottissimo mi dicono, e io taglio i capelli da quando sono ragazzina.”
In Letizia, è nata prima l’ attrice o la parrucchiera?
“Tutte e due le cose ho cominciato a farle prestissimo. Forse il gusto del travestimento ha anticipato la voglia di tagliare i capelli, ma di poco. Davvero, sono entrambe parti di me a cui non so rinunciare.”
L’ arte di recitare e quella di arrivare a fine mese?
“Non solo. Il lavoro di parrucchiera mi ha permesso di mangiare in molti periodi ma c’è anche un altro risvolto, piu’ ‘esistenziale’. Tagliare i capelli, mi aiuta a tenere i piedi per terra, a tenermi ancorata alla realtà, mi dà equilibrio. Quello dell’ attore si sa, è un lavoro fortemente egoico, la parrucchiera invece deve annullare il suo ego, scomparire e mettersi totalmente a disposizione della cliente. Mi aiuta anche molto ad ammortizzare, il calo dell’ adrenalina quando finisce un lavoro a teatro quel senso di vuoto.E poi la realtà del nostro lavoro: oggi sei alle stelle, domani nessuno si ricorda piu’ di te. Il liguaggio delle mani è un linguaggio universale. E poi mi aiuta e anzi, nutre il mio lavoro di attrice e di scrittrice. Ora ho nel cassetto un romanzo sui capelli, protagonista una parrucchiera e, ovviamente i suoi clienti.”
Insomma, questo lavoro non lo lascerai mai?
“Io tante volte mi dico:’ dovresti avere il coraggio di fare il salto’, lasciare questo lavoro e immergerti esclusivamente nell’ arte, ma poi, non lo faccio mai. Io sono nata precaria, ho sempre e solo fatto lavori precari in vita mia, quindi il lato economico mi spaventa ma fin ad un certo punto, è tutto il resto a cui non riesco a rinunciare.”
Vivere solo di arte è impossibile?
“La vita dell’ artista è dura. Io scrivo, recito, mi sono messa pure a produrre, a distribuire. La verità è che sto disperatamente cercando la mia metà artistica, qualcuno che condivida con me, tutto il processo artistico dalla creazione alla messa in scena. Sono un po’ un personaggio in cerca d’ autore, mettiamola così”
Nella tua carriera di attrice ti sei misurata piu’ volte con donne realmente esistite e piuttosto impegnative
“Tutti i personaggi che ho interpretato mi hanno scelta, sono stati loro a scegliere me: Giovanna D’ Arco, Silvia Baraldini, Moana Pozzi, non so come spiegare, io non le ho cercate, ma quando hanno abitato il mio corpo io ho sentito di condividere tante cose con loro. Con Giovanna e Moana soprattutto, siamo tutte e tre delle combattenti, con la disciplina del soldato. Nessuno se lo immaginerebbe ma anche Moana lo era, determinatissima.”
E’ un personaggio che hai voluto fortemente interpretare
“Moana era un personaggio, pieno di sfaccettature, enorme. Mi sono buttata nella sua vita senza riserve, l’ ho studiata, ho cercato di entrare nel suo mondo, ho modificato il mio corpo per assomigliarle. Lei è stato il motivo per cui sono entrata nella casa del Grande Fratello, ma anche quello, non l’ ho cercato, è successo, mi hanno contattato loro.”
Lo racconti nel libro “Cuore di coniglio”, che ora è diventato anche uno spettacolo teatrale, dove sveli tutti i retroscena della tua esperienza nel reality
“Si, in quel libro e in questo spettacolo c’è tutto di quel periodo, le difficoltà prima, durante e dopo. I dubbi, i disagi, gli attacchi di panico…non ho risparmiato nessun dettaglio, perché l’ ho scritto di getto, cinque anni dopo la mia esperienza a Cinecittà. Tutto quello che avevo vissuto mi lavorava ancora dentro, scrivendo mi sono davvero ‘ripulita’ da quell’ esperienza.”
Perché sei entrata nella ‘casa’?
“Per un motivo economico: volevo produrre lo spettacolo su Moana e non avevo soldi. Durante questi anni, ho pero’ approfondito molto quell’ esperienza e ho capito che forse c’entra anche il mio vissuto, il fatto di essere orfana di padre, un censore che non ho mai avuto e che forse mi sono andata a cercare in questo modo.”
Cosa c’è in questo libro che ora hai riadattato e stai portando in giro come spettacolo teatrale?
“Tutto. Dai provini, alle giornate nella casa, a quello che è successo alla mia vita quando sono uscita. C’è un’ urgenza, la mia personale di mettere nero su bianco quello che mi è accaduto, c’è la descrizione, di una ragazza forse un po’ ingenua, coinvolta in un gioco di cui conosceva poco i rischi e i meccanismi. Ci sono i personaggi assurdi che ho incontrato, i giochi di potere a cui ho assistito. Ecco, anche lì, sotto l’ occhio del Grande Fratello, tagliare i capelli, ancora una volta mi ha aiutato a salvarmi.”

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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