Piante al telefono: la nuova vita (verde) delle cabine telefoniche

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Ci passiamo davanti chissà quante volte, durante le nostre giornate metropolitane cadenzate da troppi impegni e poco tempo e ormai non le vediamo piu’. Un incantesimo sembra aver reso invisibili le cabine telefoniche (2000 solo quelle di Roma), che andavano a gettone e piu’ tardi a scheda e che, uscite dalla nostra quotidianità, sono entrate nell’ oblio. Si spiega facilmente dunque, lo stupore di quei romani che, da un giorno all’ altro, si sono trovati davanti una cabina telefonica accorgendosi non solo, che e’ ancora là, ma che é risorta a nuova vita, la vita pulsante e profumata che nasce e cresce al suo interno. Basilico, prezzemolo, salvia, rosmarino, lavanda, germogliano all’ interno delle vecchia cabine, dando, oltre che un nuovo ruolo, allegria e bellezza a quel ‘rudere cittadino’. E non finisce qui, perché questa serra ‘sui generis’, fa anche incontrare i vicini di casa e rispolverare il senso di comunità del quartiere. Una magia che si chiama “Piante al telefono” e nasce dalle idee e dall’ intraprendenza di una giovane designer, Silvia Minenti, toscana d’ origine, romana d’ adozione. “Con questo progetto,” ci spiega, “volevo utilizzare il design per ridare nuova vita a un pezzo di arredo urbano che ormai rientra poco nelle nostre abitudini ma anche, sulla scia della ‘guerrilla gardening’, utilizzare una cosa viva, come le piante, per rafforzare la socialità e il senso del ‘bene comune’ che in Italia, spesso, ci difetta.” Un tentativo iniziato a Milano in seno alla manifestazione “Ortoeorto” e proseguito a Roma “Come idea, si puo’ dire, che appartenga più alla tradizione nordica. Quando l’ ho proposta a Milano, non ho avuto grandissime reazioni, la gente si fermava a guardare ma non era incuriosita piu’ di tanto, qualcuno mi ha chiesto se avevo l’ autorizzazione, ma in effetti era solo il primissimo tentativo, poi ho provato a Roma, la città in cui vivo” E hai stupito molti cittadini “Si avvicinano, vogliono capire, leggono gli adesivi esplicativi. Quando mi sono trovata io sul posto, ho avuto sempre riscontri positivi, di curiosità innanzitutto, la gente è divertita.” “Piante al telefono” nasce soprattutto per coinvolgere i residenti “Si, le piante aromatiche sono a disposizione di tutti, l’ unica condizione è che tutti quelli che ne usufruiscono contribuiscano a prendersene cura. Ho scelto il basilico, la salvia, il rosmarino, non solo perché, ovviamente, sono più resistenti dei fiori ma anche perché sono piante utili, con una loro funzione. Tutto il lavoro di cura che si fa insieme, serve a far crescere qualcosa che ha un suo ruolo nella nostra vita quotidiana.” Non a caso l’ esperimento ha avuto gran successo in quartieri dove c’è ancora una dimensione quasi di paese “La piu’ curata delle cabine è a Città Giardino, nel cuore di Montesacro, un posto che è una sorta di borgo, diverso da tante altre zone della metropoli ma, la sfida, punta a coinvolgere piu’ territorio possibile, ovviamente in accordo con la Telecom e il Comune” Un progetto, quello di Silvia, di design partecipativo, che ha un chiaro fine sociale e di riqualificazione urbana “Quando l’oggetto pubblico è in disuso, viene abbandonato dalle istituzioni, perde di dignità e questo legittima la cittadinanza a non averne cura”, sottolinea lei “basterà un solo gesto che ne estenda le sue funzioni (trasformandolo, nel nostro caso, da cabina telefonica a serra) per farlo diventare invece, un centro di condivisione e di scambio che necessita e attira la cura e l’attenzione delle persone, affinché duri nel tempo.” Un circolo virtuoso dunque: le cabine- serra ci fanno guardare con occhi diversi un oggetto che avevamo imparato ad ignorare, stimolano la conoscenza tra vicini, diventano un punto di riferimento per le chiacchiere di quartiere e portarsi a casa un po’ di quel rosmarino diventa una soddisfazione comune, come una vittoria in un campionato minore della squadra del rione: si sviluppa senso di appartenenza e, a questa nuova cosa bella di tutti, a quel punto,ci si tiene e guai a chi la tocca: vandali avvisati..
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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