Dario Argento racconta in un libro la sua vita ‘da Paura’

Una vita ‘da birivido’, quella di Dario Argento, maestro del cinema del terrore,74 anni, che decide ora di raccontarla in un libro, la sua prima autobiografia, edita da Einaudi che non poteva che intitolarsi “Paura!”. Il volume è uscito alla vigilia della settimana piu’ terrificante dell’ anno, quella di Halloween, in tutte le librerie, e racconta un’ esistenza piena di amore per il cinema e non solo. Tanti aneddoti, e tanta vita vissuta: momenti belli e momenti bui, raccontati con una sincerità disarmante. “Quando ho deciso di scrivere un’ autobiografia,e ci ho messo due anni, mi è venuta in mente quella di Ingmar Bergman, che in quel libro si era messo completamente a nudo, e anch’ io ho pensato: se devo raccontare la mia vita, voglio dire tutto.” Tutto significa anche la depressione e le tentazioni suicide “Lo dissi a un medico mio amico: io ogni tanto ho la tentazione di buttarmi dalla finestra, lui mi consigliò: ‘Metti dei mobili davanti alla finestra, così, nel tempo che ti occorrerà per spostarli, la tentazione passerà’. Credo che questo consiglio mi abbia salvato la vita.”, Tutto significa anche le delusioni d’ amore e  “Il momento piu’ bello dell’ amore è quando finisce, perché si _é liberi di tuffarsi in nuove avventure”. E nel libro si legge anche che, da bambino, quando vide Biancaneve, si innamorò molto piu’ della strega cattiva che non della protagonista “Biancaneve mi sembrava banalotta, la strega invece era affascinante, elegante” Ma l’ amore più duraturo della sua vita, quello che non lo tradirà mai e che tuttora dura, é l’ amore per il cinema. Una passione, quella per l’ immagine e poi per il grande schermo, che ha le sue radici nell’ infanzia del grande regista romano. “Sicuramente, mi ha influenzato molto nelle mie scelte successive, il lavoro di mia madre. Lei era una fotografa piuttosto conosciuta, Elda Luxardo. Passavo nel suo studio molti pomeriggi dopo essere uscito da scuola, e prima di tornare a casa con lei per la cena. In quelle tre, quattro ore, osservavo il suo lavoro, e anche le meravigliose attrici che lei ritraeva, le più belle del tempo: Sophia Loren, Gina Lollobrigida, e tante altre dive. Io stavo lì, in un angolo, e le guardavo che si preparavano per i servizi fotografici, incantato e un po’ turbato” E’ lì che il piccolo Dario, imparò ad osservare e a ritrarre, soprattutto le donne “Mia madre era bravissima a mettere in risalto queste bellezze per farle risultare divine in fotografia.  Osservando il suo lavoro imparai come illuminare il viso e il corpo di una donna, per valorizzarla al massimo. Non  credo sia un caso che l’ 80 per cento dei protagonisti dei miei film siano personaggi femminili. Penso di saper raccontare le donne, grazie a quei pomeriggi passati a contemplare le piu’ grandi bellezze del mondo”. Ma che bambino era Dario Argento? “ Ero timido e schivo, lo sono ancora. Mi consideravano strano, anche a scuola venivo isolato. Leggevo di nascosto, per non farmi prendere in giro dai miei compagni di scuola, ma io mi rifuggiavo nel mio mondo di libri, poi di cinema. Mi ricordo che ebbi dei problemi quando, a sette anni, la maestra scoprì che avevo letto George Bernard Shaw. Convoco’ i miei genitori, io ero preoccupatissimo,ma non capivo che avevo fatto di grave. Certo, mi rendevo conto anch’ io che non era una cosa comune tra i bambini delle elementari e del resto si un po’ mi sentivo diverso, mi guardavano come un alieno.” e nemmeno la fisicità così particolare lo aiutava “Ero molto magro, a scuola mi chiamavano ‘Mathausen’” Poi per fortuna, le scuole finirono, e il giovane Argento, cominciò a cercare il suo posto nel mondo,subito attratto dal cinema, ma i tempi non furono subito maturi per sedersi dietro la macchina da presa, intanto però la sua passione lo portò a lavorare come critico e giornalista cinematografico per il quotidiano romano ‘Paese Sera’ e in veste di giornalista incontrò i più importanti nomi del cinema anni 60 e 70. Ma uno lo ricorda più degli altri “Sì, l’ intervista a John Houston fu particolare. Lui era uno dei miei miti, era venuto a Roma, ma mi avevano avvertito che era perennemente ubriaco. Mi diede appuntamento in camera sua in albergo, ricordo che non avevo il numero della camera, ma la riconobbi dall’ enorme quantità di bottiglie vuote lasciate fuori dalla porta. Bussai, lui venne ad aprirmi, completamente ubriaco, vestito solo di una vestaglietta e per il resto completamente nudo  ‘ cosa vuoi?’, mi chiese, in spagnolo, perché non parlava l’ italiano. E io, già rassegnato a tornarmene indietro senza articolo, dovetti raccogliere molto del mio coraggio per dirgli ‘ Avevamo un appuntamento, sono qui per l’ intervista’.  Pensavo cominciasse a sbraitare, invece mi fece entrare e fu una delle interviste migliori della mia carriera di giornalista, mi raccontò praticamente tutta la sua vita, non la finiva più di parlare e mi disse anche una frase sugli attori che poi ho ricordato sempre: ‘Gli attori sono come cavalli, devi mostrargli la strada se vuoi che la seguano’” Poi finalmente, Dario Argento decise di mettersi dietro la macchina da presa, e il suo rapporto d’ amore con il cinema dura tuttora. “Il cinema è magia, anche per il clima che si instaura mentre si è su un set: per tutto il tempo della lavorazione si è un gruppo unito, ma davvero, ci si racconta i problemi, le gioie, come se ci si conoscesse da anni, poi, finito il film, ci si può non incontrare più per quindici, venti anni, la magia è finita. Per questo dico sempre che è incredibile quanto il cinema unisce e divide insieme.” Ma perché la scelta di fare cinema del terrore? “Come sempre, nella mia vita cercavo di raccontare qualcosa che nessuno raccontava. L’ esoterismo, la parte oscura delle nostre esistenze, degli animi, esiste, ma nessuno prima la raccontava.”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...