La guardia svizzera chef svela i segreti della tavola dei Papi

Pubblicato su “Diva e donna”

“Ah, le empanadas, che buone!”, così Papa Francesco, noto, tra le altre cose, anche per l’ amore per la buona tavola, ha esclamato, guardando il suo piatto preferito, i tipici fagottini di carne argentini, descritti nel libro “Buon Appetito!” Non un semplice ricettario, ma un vero scrigno di tesori per i curiosi di cose vaticane e gli amanti della buona tavola. Cosa si mangia oltre Porta s. Anna? Quali sono le pietanze più amate da Papa Francesco? Cosa mangia più volentieri, invece, il Papa Emerito Joseph Ratzinger? E il suo fido segretario, arcivescovo George Gänswein? Stiamo per fare un viaggio nei segreti culinari dei Sacri Palazzi, guidati da un ‘insider’ molto particolare: lui si chiama David Geisser,  ha 24 anni, di Zurigo, sorriso gentile e sguardo vivissimo, é  uno chef già ben conosciuto nel suo paese natale, nonostante la giovane età, che ama la cucina tanto quanto la divisa che orgogliosamente porta, quella della Guardia Svizzera. David è chef e alabardiere del Papa, chi meglio di lui, può svelare indiscrezioni, raccontando da una prospettiva inedita anche tanti aspetti della quotidianità che si vive oltretevere?  E così, accanto ai gusti gastronomici dei grandi personaggi, ecco raccontata anche la vita del piccolo esercito vaticano: dagli impegni quotidiani,  ai momenti di relax con le cene nelle pizzerie romane, o le gite fuoriporta delle guardie svizzere in libera uscita. E per ogni occasione un piatto, una golosità. E lui, David, che nel suo tempo libero troviamo impegnato in un orto a selezionare primizie, davanti a un pentolone che ribolle chissà quale specialità, o al mercato a scegliere gli ingredienti migliori per le sue ricette, che fanno leccare i baffi alle alte sfere pontificie. “Cucinare, è prendersi cura degli altri, dare piacere ad altre persone con il tuo talento, questo è quello che mi piace di più di questo lavoro.”, racconta David, che però sottolinea “Qualcuno dice per questo che cucinare è un po’ come pregare, ma io non lo penso affatto. La preghiera è una cosa molto più seria” Amore per la cucina e fede profonda,  ma come é arrivato esattamente, un grande chef, tra le guardie del Papa? “Era il mio sogno sin da bambino e l’ ho realizzato”risponde il cuoco-alabardiere, “Quando ero piccolo, mio padre era arruolato nella Guardia Svizzera, sono cresciuto con i suoi racconti, i ricordi dei nostri viaggi con tutta la famiglia a Roma, per venire a trovare lui e a vedere il Papa; ho sempre pensato che avrei voluto anch’io avere l’ onore di indossare questa divisa un giorno, e il sogno alla fine si è realizzato:eccomi qua.” Ma tu in Svizzera, sei già uno chef piuttosto noto, eppure hai voluto comunque lasciare la tua posizione e la tua carriera per entrare in Vaticano, nessun dubbio? “ Non ci ho pensato su nemmeno un attimo, era un obbiettivo che avevo da tanto. Quando sono venuto qui per arruolarmi, mi hanno fatto la stessa domanda. ‘ma perché questa decisione? Sei sicuro di lasciare tutto per due anni?’ e io ho risposto la verità,’ questo è il mio sognò: stare a Roma, una città di cui mi piace tutto tranne il traffico: il clima, la vita, la mentalità, la pasta. E soprattutto, avere l’ onore di servire il Santo Padre, è una cosa bellissima per me.”  Ma non hanno approfittato, i tuoi superiori, per metterti in cucina? “No (ride), io qui faccio la guardia svizzera, della cucina si occupano benissimo le suore, ma nel libro, vi racconto un po’ dei nostri pasti quotidiani, o anche di quelli speciali, per esempio, quello del giorno del giuramento”. Con ‘Buon Appetito’ concili la tua prima vita, quella di un giovane chef di successo, con questa tua esperienza a servizio del Papa, come nasce l’ idea del libro? “Proprio così. Quando sono arrivato qui, sapevano che in Svizzera avevo già scritto due libri di cucina: tutti e due sono stati molto venduti, anche se la cosa mi ha stupito veramente, parchè iniziata per caso. Il primo libro, l’ ho scritto quando avevo diciotto anni,  era nato da un lavoro che avevo fatto per la maturità: avevamo stampato poche centinaia di copie ma, nel giro di una settimana, abbiamo dovuto ristamparne ben di più. Poi è arrivato anche il secondo libro, mentre io proseguivo ad imparare e a lavorare in un importante ristorante di Zurigo. Insomma, in Svizzera la mia storia è conosciuta. Arrivato qua, ho iniziato a pensare che mi sarebbe piaciuto fare qualcosa del genere anche con la Guardia Svizzera, e, alla fine, ho trovato il modo di legare i miei sogni: la divisa, il Vaticano e la cucina, e così è venuto fuori il libro.” Cosa c’è in questo libro? “Tante ricette, tante foto, tante curiosità. Sono stati coinvolti ufficiali della guardia svizzera e importanti personaggi vaticani.  Ad  ognuno ho chiesto quale fosse il piatto preferito e su quella risposta poi, io mi sono messo all’ opera per cucinarlo a modo mio, ma perché piacesse a loro. L’ idea è quella di una cucina comunque semplice con ricette che i lettori possano rifare a casa. “ E così, se volete provare a mangiare ‘come papi’, potete cimentarvi per rifare i saltimbocca, tanto amati dall’ arcivescovo e prefetto della casa pontificia George Gänswein, o gli gnocchi con pesto e pancetta preferiti dal Segretario di Stato monsignor Parolin. Per gli ultimi tre Papi (Santo Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco), David si è messo a lavoro su tre menù completi di tutte le pietanze che gli sono state indicate “Si, ovviamente, tutti piatti che vengono dalle loro terre d’ origine, a cui sono particolarmente affezionati.”E allora ecco i deliziosi ‘Pierogi’, ravioli polacchi pensati per Papa Woytila o il ‘Dulche de leche’, goloso dessert a base di latte amatissimo in tutto il Sudamerica e che non poteva non scegliere Papa Francesco, di cui si conosce l’ amore per la cucina e la buona tavola. Al Papa emerito Benedetto XVI, a cui David ha dedicato un menu bavarese con i golosi  wurstel alla Regensburg, e a Papa Francesco, lo chef guardia svizzera ha avuto l’ onore di consegnare personalmente il libro autografato con un semplice augurio: “Buon Appetito!”, e sua Santità, come ha commentato? “E’ stato molto contento, quando sfogliato il libro, si è fermato sulla pagina con le empanadas e ha esclamato, ‘ah, le empanadas, che buone!’”

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