I 70 anni di Catherine Spaak

Pubblicato su “Vero”

Anche per una donna che è stata per anni l’ icona della giovane ribelle e maliziosa, gli anni passano e arriva un traguardo ragguardevole, quello delle settanta candeline. E’ quello che accade in questi giorni alla splendida Catherine Spaak. Quando arrivò in Italia a diciassette anni per recitare la parte della lolita ne “I dolci inganni” di Alberto Lattuada, si capì subito che quella ragazzina era perfetta per incarnare la gioventù inquieta presessantottina e insieme un nuovo modello di fanciulla, non più timorosa del mondo ma consapevole e padrona di sé stessa e dei desideri che riusciva a suscitare. Il fatto che la Spaak, giovane inquieta lo fosse veramente, era, ovviamente, un elemento che rafforzava ancor di più il personaggio. Continua a leggere

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Dario Argento racconta in un libro la sua vita ‘da Paura’

Una vita ‘da birivido’, quella di Dario Argento, maestro del cinema del terrore,74 anni, che decide ora di raccontarla in un libro, la sua prima autobiografia, edita da Einaudi che non poteva che intitolarsi “Paura!”. Il volume è uscito alla vigilia della settimana piu’ terrificante dell’ anno, quella di Halloween, in tutte le librerie, e racconta un’ esistenza piena di amore per il cinema e non solo. Tanti aneddoti, e tanta vita vissuta: momenti belli e momenti bui, raccontati con una sincerità disarmante. Continua a leggere

Tomas Milian: lacrime e premi per il suo ritorno a Roma

Un diluvio di parole, emozioni, racconti di vita vissuta con la voce che si interrompe per la commozione e poi riparte. Sono ricordi e dolori, avventure e follie, vittorie e sconfitte quelle che racconta Tomas Milian ora che torna in Italia, a Roma, per ricevere un premio alla carriera, dopo tanto tempo e si racconta con una sincerità disarmante, a partire dall’ evento tragico che ha segnato tutta la sua vita: il suicidio del padre. Continua a leggere

Franco Battiato: “La politica? Mai piu'”

Franco Battiato si racconta senza filtri alla vigilia dell’ uscita del nuovo cd, davanti agli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Chiusa la burrascosa esperienza nella giunta della Regione Sicilia, il cantautore non ha dubbi quando gli si chiede se ripeterà l’ avventura politica: “Non ci penso proprio. Io in politica in realtà non sono mai entrato, mi hanno chiamato loro ed è finita come è finita. Me ne sono andato perché non ne potevo piu’. Mi sono trovato a dover discutere della gestione del Teatro Politeama con persone che, quando parlavo di arte mi rispondevano: ‘non seguo tanto, a me piace il calcio’. E ovviamente mi sono risentito e gli ho detto ‘Ma chi ti ha messo qui??” E ovviamente, a quel punto mi hanno cacciato. Perché uno dei problemi del paese è questo: persone messe in posti di responsabilità che devono decidere su cose di cui non hanno nessuna competenza…La verità è che il mondo del potere è popolato da disgraziati. I tibetani mi hanno insegnato la compassione e io so che chi cerca potere e ricchezza in realtà non ha niente. La vera ricchezza è conoscere sé stessi e stare bene con sé stessi. Anche perché solo quando conosci te stesso puoi veramente aiutare e metterti a servizio degli altri.”
Ma in che modo, anche non entrando in politica, un’ artista puo’ ‘impegnarsi’?
“Bisogna andare avanti, perché la strada che ha imboccato questo Paese è una strada veramente brutta e non c’è via d’ uscita. Bisogna andare avanti, da soli. Continuare a far passare i propri messaggi attraverso l’ arte. Cercare strade alternative per proporre il proprio talento. Continua a leggere

Maria Grazia Cucinotta: “La semplicità di Troisi, lo ha reso indimenticabile”

“Sentire la sua voce, dopo tanto tempo, mi tira via un pezzo di cuore. E’ impossibile per me, non emozionarmi guardando questo documentario.” Il sorriso smagliante e gli occhi lucidi, Maria Grazia Cucinotta si è ritrovata a parlare  di Massimo Troisi, in occasione della presentazione del documentario “Massimo, il cinema secondo me”, di Raffaele Veneruso, durante il festival del film di Roma. Una proiezione da cui pubblico, oltre agli amici e colleghi che hanno contribuito alla realizzazione (insieme alla Cucinotta, Francesca Neri, Anna Pavignano, compagna e sceneggiatrice di Troisi, Massimo Bonetti e il produttore Mauro Berardi ndr), sono usciti con le lacrime agli occhi. Il documentario monta insieme foto di scena, ricordi di amici e collaboratori e la registrazione audio di un’ intervista rilasciata nel 1993 da Troisi ad Antonella Coluccia, allora laureanda in storia del cinema, che scelse l’ autore napoletano come tema della sua tesi. Ne viene fuori un ritratto inedito ed emozionante che è un vero regalo per tutti gli ammiratori dell’ artista napoletano a vent’ anni dalla sua morte. Continua a leggere